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Manifestazioni anti-Lega, 14 feriti tra poliziotti e carabinieri. Salvini: 'La giustizia italiana mi fa schifo''

E' il bilancio degli scontri con i contestatori di Salvini. Tre sono stati i giovani arrestati e liberati negli altrettanti processi per direttissima celebrati questa mattina. Condanna per i saluti romani in Piazza Maggiore

Nove poliziotti e cinque carabinieri, rispettivamente con prognosi fino a 15 giorni e fino a 5 giorni. E' il bilancio degli scontri con i contestatori di Matteo Salvini e della manifestazione in Piazza Maggiore. Tre sono stati i giovani arrestati e liberati negli altrettanti processi per direttissima celebrati questa mattina. La prossima udienza è fissata per il 23 novembre. 

I complimenti a Prefetto e Questore sono arrivati dal Sindaco Virginio Merola, mentre per la leader di Fratelli D'Italia Giorgia Meloni si tratta di dei "soliti figli di papà che si sentono intoccabili e liberi di devastare le città e picchiare gli agenti delle forze dell'ordine - scrive Meloni su Facebook- perchè tanto hanno qualcuno che li protegge nelle istituzioni e nella politica". Meloni esprime invece "piena solidarietà ai poliziotti aggrediti e finiti all'ospedale mentre difendevano il sacrosanto diritto di migliaia di persone di manifestare le proprie idee. A loro va la nostra vicinanza e il nostro ringraziamento".

Duro il commento del Segretario del Carroccio Matteo Salvini su Facebook: "Sono già liberi i due 'bravi ragazzi' dei centri a-sociali arrestati ieri a Bologna per resistenza e lesioni contro Polizia e Carabinieri ... La 'giustizia" italiana mi fa schifo”. 

"La differenza tra Noi e loro la si vede anche nei filmati che in queste ore stanno circolando su internet, da un lato i centri Asociali che lanciano bombe carta e sono armati di bastoni, dall'altra il popolo di cdx che scende pacificamente in Piazza e ringrazia le forze dell'ordine con applausi e con strette di mano. Non possiamo più permetterci di lasciare a questi soggetti il Governo della Città, al lavoro per cambiare in meglio la Nostra Bologna!" Ha dichiarato in una nota Fabrizio Nofori portavoce provinciale di Fratelli d'Italia - AN. 

Per il Nodo Antifascista Bolognese invece "non si sa bene se l'8 novembre siano stati più numerosi i leghisti asserragliati sul Crescentone a sputare il loro veleno e a far saluti romani, oppure la gente di Bologna che, magari solo con un gesto, una voce, un dito medio, una bandiera rubata, ha voluto far sapere loro che non erano affatto graditi...". Per gli attivisti la T pedonalizzata ieri era vuota perché " tanta gente a Bologna ha preferito non vederli, andandosene altrove. Resta per noi la responsabilità del sindaco e della Questura nell'aver concesso a una banda sguaiata e violenta di fascioleghisti una piazza così importante e significativa per la città di Bologna". 

SALUTI FASCISTI. In rete nelle ultime ora sono circolare alcune immagini di "saluti fascisti fatti davanti al sacrario in piazza Nettuno sono uno sfregio per la nostra città - ha dichiarato in una nota il capogruppo PD in Regione Stefano Caliandro - nei giorni scorsi avevamo chiesto rispetto per questo luogo e vedo invece che davanti a quanto accaduto i dirigenti della Lega, Borgonzoni in primis, tendono a minimizzare e a sminuire il gesto. Ancora una volta la Lega si dimostra altra cosa rispetto a questa città e ai valori su cui si fonda la Costituzione italiana nata dalla Resistenza. Da parte di uomini e donne delle istituzioni occorre più senso di responsabilità: davanti a certi gesti l’unica reazione possibile è una netta condanna che non ammette tentennamenti. La Borgonzoni si scusi con l’Anpi ed abbia maggiore rispetto per i nostri partigiani”.

Per il Nodo Antifascista Resta i saluti romani o gli slogan 'Duce, Duce' "possono passare per opinioni accettabili in democrazia solo agli occhi di un sindaco fragile e ipocrita come Virginio Merola. Non importa se non erano in 100.000, ma dieci volte di meno. Non importa se hanno fatto una figura da miserabili imbroglioni con la loro «grande manifestazione nazionale». Né ci soddisfa che ora i dirigenti leghisti si agitino frustrati, confusi e livorosi a coprire il loro insuccesso. È uno sfregio che peraltro non sarebbe stato possibile senza una militarizzazione sistematica di ogni angolo del centro storico e la protezione di migliaia e migliaia di poliziotti e carabinieri", concludono.

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