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Tagli a spese per migranti, i sindacati: 'Centinaia di giovani rischiano il posto'

Con il Dl Salvini, avvertono Cgil, Cisl e Uil, aumenteranno i costi per i Comuni e chi lavora nell'accoglienza -spesso giovani, laureati, precari- andrà incontro a una stretta su ore e salari

Un aumento "esponenziale" della spesa per i Comuni (almeno quattro milioni di euro solo a Bologna), servizi sociali intasati e "centinaia e centinaia di giovani" che lavorano nell'accoglienza senza più il posto di lavoro. Cgil, Cisl e Uil, dopo l'allarme lanciato sabato da Palazzo D'Accursio con Matteo Lepore, esprimono "disapprovazione e preoccupazione per i contenuti e gli effetti" del decreto sicurezza, in particolare per quanto riguarda l'accoglienza dei migranti.

"Verrà meno un sistema basato su una accoglienza finalizzato all'integrazione e all'autonomia dei migranti sul quale si era fortemente creduto e investito nel nostro territorio", scrivono in una nota congiunta le tre sigle confederali bolognesi.

Una decisione, avvisano Cgil, Cisl e Uil, "che produrrà aumento dell'esclusione, marginalità e aumento esponenziale della spesa pubblica per gli enti locali che si dovranno far carico di tutti quelli che finiranno inevitabilmente per strada ingrossando le fila dei soggetti coinvolti in progetti di 'bassa soglia'. Enti locali che, tra l'altro, se verrà confermato il Def, non riceveranno un euro dal governo centrale".

A Bologna, ricordano i sindacati, le stime "parlano già di aumento della spesa per quattro milioni di euro. Il superamento del modello Sprar, radicato, efficiente ed efficace, il venir meno del permesso per motivi umanitari che, di fatto, serviva per non rendere invisibili tutti quelli che non potevano ricadere nella protezione internazionale ma che, nello stesso tempo, si trovavano già sul nostro territorio (spesso soggetti particolarmente vulnerabili) non renderà i cittadini autoctoni più sicuri, come si vuol far credere, ma cancellerà ogni dimensione umana, sociale e civile del migrante".

Tra i migranti "anche tutti coloro che, faticosamente, in questi anni, erano entrati in percorsi lavorativi che portavano a forme di importante integrazione- scrivono i sindacati- si troveranno, di fatto, privi di documenti e destinati ad ingrossare le fila della clandestinità. Tutte queste persone alimenteranno sfruttamento, lavoro nero, criminalità organizzata e non certo sicurezza e legalità".

Da ultimo, "e non certo per importanza anche per ciò che noi rappresentiamo, avremo centinaia e centinaia di giovani, impegnati in tante attività di accoglienza, che rischeranno di perdere il lavoro o di vedersi drasticamente ridurre le ore; giovani laureati, altamente professionalizzati, spesso precari, con salari bassi che, in questi lunghi anni, hanno non solo lavorato per creare coesione sociale, solidarietà, vera sicurezza sociale, ma si sono impegnati in prima linea per la creazione di un mondo migliore e una società più giusta".

Per questo, concludono Cgil, Cisl e Uil, "ci uniamo a tutti coloro che si stanno opponendo a questo modello di società, esprimendo solidarietà prima di tutto al Comune di Bologna che ha approvato un odg simbolicamente finalizzato alla sospensione del provvedimento, sperando che altri Comuni metropolitani seguano tale esempio. Creiamo nelle prossime settimane una rete di indignazione alla deriva che sta prendendo il Paese, a partire dalla nostra città che ha una gloriosa storia di solidarietà e di politiche volte all'inclusione".

Stamane, sempre contro il dl sicurezza, è scesa in piazza la sigla di base Sgb. Diverse decine di persone, molte delle quali di origine straniera, hanno manifestato davanti alla Prefettura al grido di "lotta dura senza paura". Una delegazione sindacale è stata ricevuta negli uffici di Piazza Roosevelt.
(Bil/ Dire)

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