menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Luci accese notte e giorno: scoperto laboratorio clandestino

SAN GIORGIO DI PIANO. Gli agenti di pattuglia si sono insospettivi: sembrava un capannone abbandonato e invece era abitato. Ci abitavano e ci lavoravano in 12, fra loro anche due clandestini

Le luci di quel capannone erano sempre accese, di notte e di giorno: questo nel tempo ha suscitato i sospetti di alcuni agenti di pattuglia linea ferroviaria Bologna-Padova che hanno fatto partire i controlli su un edificio ubicato a San Giorgio di Piano dall'aria  solo apparentemente disabitata.

I SOSPETTI E POI I CONTROLLI. Il 19 aprile, due giorni fa quindi, gli agenti della Polizia in servizio presso il Compatimento di Polizia Ferroviaria per l’Emilia Romagna, in collaborazione con la Polizia Municipale del Comune di San Giorgio di Piano e con l’Ispettorato del Lavoro di Bologna, hanno effettuato il controllo, visto che erano sorti sospetti sull’esistenza di un laboratorio clandestino di confezioni con l’impiego di manodopera cinese.

SEMBRAVA UN CAPANNONE DISABITATO, E INVECE...L’attività di indagine svolta dalla squadra di polizia Giudiziaria dello stesso Compartimento Polizia Ferroviaria ha avuto origine dall’osservazione degli agenti, i quali, durante il servizio di pattugliamento in auto lungo la linea ferroviaria, hanno notato che lo stabile, apparentemente in disuso, aveva le luci interne sempre accese.

Nel corso del controllo sono stati identificati 12 cittadini di nazionalità cinese, di cui 2 clandestini, tutti impiegati nell’attività di produzione, stiratura e confezionamento di abiti. Lo stabile è risultato suddiviso in aree destinate all’attività ed altre destinate ad alloggi e servizi igienici. 

A conclusione del controllo sono state rilevate violazioni in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, abusivismo edilizio, e violazioni penali a carico ai due clandestini. Nei confronti di un cittadino cinese, risultato referente e coordinatore dell’attività svolta per conto di un’azienda con sede legale nel Comune limitrofo di Argelato, sono stati inoltre ipotizzati reati di intermediazione e sfruttamento del lavoro, nonché violazioni alla legge sull’immigrazione.


 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Arredare

Come trasformare una finestra in un piccolo balcone

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BolognaToday è in caricamento