"Bancarotta fraudolenta": sequestrato noto albergo-ristorante a San Giovanni in Persiceto

Il provvedimento preventivo disposto dal gip. L'ipotesi degli inquirenti è che, dopo una acquisizione, i nuovi proprietari abbiano 'spolpato' la società decotta, lasciando i creditori esposti per circa 400mila euro. Denunciati in tre

Scattano i sigilli della Finanza per un noto albergo-ristorante di San Giovanni in Persiceto. La Guardia di finanza di Bologna ha sequestrato lo stabile in via preliminare, dietro disposizione del gip Sandro Pecorella su richiesta della procuratrice Silvia Baldi. L'ipotesi degli inquirenti è che il locale sia stato oggetto di una operazione volta ad acquisire i rami della vecchia società, in difficoltà economiche e appena ceduta, per poi privarla degli immobili e dichiararne il fallimento, lasciando ai creditori importi inesatti per circa 400mila euro

Per questo sono state denunciate tre persone di 55, 46 e 40 anni, tutti originari di Napoli. L'ipotesi è -a vario titolo- quella di bancarotta fraudolenta. Gli approfondimenti investigativi delle Fiamme gialle hanno ricostruito il presunti ruolo dei tre, che avrebbero in concorso rilevato la società che gestiva l’albergoristorante dalla vecchia proprietà, in difficoltà economiche. 

Era stato pattuito un prezzo, che teneva conto della situazione patrimoniale deficitaria in cui la stessa si trovava, con impegno a coprire le perdite fino ad allora accumulate. In realtà, l’azienda non veniva ricapitalizzata e, pochi mesi dopo l’acquisizione, subiva l’espropriazione dei due rami d’azienda (albergo e ristorante), ceduti a due nuove società -appositamente costituite- riferibili sempre allo stesso imprenditore, senza però che all’operazione corrispondesse il versamento del relativo prezzo.

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Secondo la Finanza, il gioco di scatole cinesi che hanno portato al sequestro è stato il seguente: "La società-madre, rimasta priva delle uniche fonti di reddito e piena di debiti, veniva quindi lasciata al fallimento che, alla data della sua dichiarazione, vedeva i creditori esposti verso la società per circa € 400 mila. Nel contempo, la documentazione contabile non veniva consegnata al curatore fallimentare nominato, al fine di ostacolare la ricostruzione dei flussi relativi all’ultimo periodo e, in particolare, alle citate cessioni dei due rami d’azienda. Contestualmente al sequestro, sono in corso di esecuzione anche perquisizioni locali (in Emilia Romagna, Campania e Lazio) nei confronti non solo dei tre indagati ma anche di altri soggetti che a vario titolo sono stati coinvolti nelle operazioni".

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