Il 7 aprile del '75 la scomparsa della piccola Sandra Sandri: voleva denunciare i pedofili che la molestavano

Sono passati 45 anni e qualcuno ancora potrebbe parlare. In tutto questo tempo diversi i colpi di scena: lettere anonime, misteriose registrazioni e altri morti collegarti alla sparizione e al giro di pedofili del bar di via Carissimi

Sandra Sandri insieme alla mamma

Il 7 aprile del 1975 pioveva. Quella mattina di 45 anni fa una mamma salutò la sua figlia undicenne per l'ultima volta in via Farini, alla solita ora e alla solita fermata, lungo il tragitto quotidiano che la portava da casa, in via Carissimi, a scuola. Alessandra "Sandra" Sandri avrebbe oggi 56 anni ed è difficile immaginarla adulta, il tempo si è fermato infatti a qualche foto in bianco e nero: i suoi genitori non hanno mai perso le speranze, non tanto di ritrovare quella sfortunata bimba oggetto di attenzioni e molestie da parte di uomini adulti, quanto almeno di conoscere la verità, adesso che tanti protagonisti del giallo non sono neppure più in vita. 

Colpi di scena non ne sono mancati in tutta questa storia. Intanto la scoperta che nei mesi precedenti alla scomparsa di Sandra due uomini erano stati denunciati per molestie a lei e a una sua amica. E poi c'è il mistero di una registrazione audio datata approssimativamente a un mese dalla sparizione: Alessandra, in una lunga conversazione con un vicino di casa Ignazio Parentela, raccontò dei suoi incontri con alcuni uomini, frequentatori del bar di via Carissimi acendone nomi e cognomi. Un documento agghiacciante e un motivo forse per decidere di "farla tacere". 

2013, la riapertura del caso. Nuovi scenari si aprirono nel 2013 sulla scomparsa di Sandra Sandri: il caso fu infatti riaperto dalla Procura felsinea inseguito ad una lettera anonima e dell'associazione a un uomo. Il nome che spuntò fu quello di Remo Soravia Gnocco, di cui si persero le tracce nel febbraio del 1979 nei pressi del fiume Savena. Il caso, all'epoca, venne liquidato come un suicidio. Ora però ci sono motivi per ipotizzare anche l'eventualità di un omicidio, e appunto con questa ipotesi di reato è stata aperta un'inchiesta sulla sua scomparsa della bambina. Remo Soravia Gnocco, era anche lui uscito e mai più tornato a casa quattro anni dopo di lei, il 28 febbraio del 1979. I due corpi sarebbero vicini, secondo quanto scritto da penna anonima. 

2015: spunta un nuova testimone: "E' omicidio". La testimone avrebbe riferito il luogo preciso in cui sarebbe stato stato occultato il cadavere della bimba: nel 2013 emerse che un'amica di Sandra aveva dichiarato di aver saputo dalla stessa ragazzina che un uomo la portava in auto da via Murri verso a Pianoro, passando per via Nazionale a Rastignano. Potrebbe essere nascosta in quelle zone? Due anni fa, durante il programma tv Chi l'Ha Visto, emerse anche che gli uomini sospettati frequentassero anche un casolare in zona Ponticella. La testimone, dichiarata attendibile, è una donna sui sessant'anni.

2015, la Polizia chiama i testimoni: "Parlate". La Polizia di Bologna fa un appello a chiunque sappia qualcosa sul caso Sandra Sandri: "Non abbiate più paura  - aveva detto l'allora vicequestore Elena Jolanda Ceria appellandosi a chi sa o possa aver sentito qualcosa - molti degli attori di questa vicenda non ci sono più, sono morti e noi vi tuteleremo. Le nostre ricerche non si fermano, ma quello che abbiamo al momento non è per noi sufficiente per trovare il corpo di Alessandra Sandri: stiamo lavorando su ben sette aree cimiteriali e non è cosa facile cercare dei resti in un cimitero". 
 

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