Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Gialli bolognesi, l'11enne scomparsa nel nulla e quel losco giro di pedofili che si trovavano al bar

Alessandra Sandri è sparita da via Farini, dopo aver salutato la mamma. Da quella mattina di tanti anni fa della bambina non si sa più nulla nonostante i tanti colpi di scena sul caso

Scomparire a 11 anni dopo aver salutato la mamma per andare a scuola. Alessandra "Sandra" Sandri quel 7 aprile del '75 a casa non ci è più tornata e oggi questo resta ancora un caso irrisolto, un mistero che dopo tanti anni non trova soluzione. Anche perchè molti dei suoi protagonisti non ci sono più. La storia di Sandra è tutta in bianco e nero, così come le sue fotografie: punti di luce e punti oscuri si alternano in una vicenda fatta di abusi nei confronti di bambine e di gruppetti di pedofili che si trovano al bar, mentre le loro giovani vittime sono costrette al silenzio e alla vergogna. Un silenzio che però sarebbe stato rotto proprio da Sandra, così come si ascolta da una registrazione nella quale la bimba racconta la violenza subita e fa anche nomi e cognomi. E' scomparsa per questo? Molto probabilmente sì. 

Persona scomparse e cadaveri senza nome: tutti i casi di Bologna 

La mattina del 7 aprile 1975 anni fa (era un lunedì) una madre (mamma Marisa) saluta sua figlia undicenne (per l'ultima volta) in via Farini, alla solita ora e alla solita fermata dell'autobus, lungo il tragitto quotidiano che la portava da casa (via Carissimi) a scuola. Quel pomeriggio la ragazzina non rientra e il tempo si è fermato lì. L'unica certezza è che Sandra era stata oggetto di attenzioni e molestie da parte di uomini adulti e in particolare vittima di una violenza sessuale, perpetrata all'interno di un casolare in zona Ponticella. 

Colpi di scena ce ne sono diversi in tutta questa losca storia. Dalla scoperta che due uomini che frequentavano il bar nei pressi dell'abitazione della piccola (via Carissimi) erano stati denunciati per molestie a quella registrazione audio fatta a circa un mese dalla scomparsa nella quale la bambina (che sta parlando al vicino di casa Ignazio Parentela) parla di incontri con alcuni uomini, facendone nomi e cognomi. Una prova molto pericolosa per i protagonisti di quei squallidi episodi. 

Passa il tempo, ne passa tanto. Ma i genitori di Sandra non si arrendono mai. Nel 2013 il caso di Sandra Sandri viene riaperto dalla Procura di Bologna in seguito a una lettera anonima che fa venire fuori anche il nome di un uomo, Remo Soravia Gnocco. Di lui si persero le tracce nel febbraio del '79 nei pressi del fiume Savena, quattro anni dopo la scomparsa dell'11enne. Il caso, all'epoca, venne liquidato come un suicidio. Da questo momento però ci sono motivi per ipotizzare anche l'eventualità di un omicidio per ragioni facilmente immaginabili. I due corpi sarebbero vicini, secondo quanto scritto da penna anonima. 

"Una lettera anonima ha smosso il caso di Sandra Sandri e fornisce una nuova pista: la sparizione della ragazzina sarebbe collegata in qualche modo a Remo Soravia Gnocco, anche lui uscito e mai più tornato a casa quattro anni dopo di lei, il 28 febbraio del 1979. I due corpi sarebbero vicini, secondo quanto scritto,  probabilmente sul lungo Savena" (2013)

Nel 2015 spunta un nuova testimone: "E' omicidio". La testimone avrebbe riferito il luogo preciso in cui sarebbe stato stato occultato il cadavere della bimba: nel 2013 emerse che un'amica di Sandra aveva dichiarato di aver saputo dalla stessa ragazzina che un uomo la portava in auto da via Murri verso a Pianoro, passando per via Nazionale a Rastignano. Emerse anche che gli uomini sospettati frequentassero anche un casolare in zona Ponticella. La testimone, dichiarata attendibile, era una donna sui sessant'anni.

La Polizia di Bologna a quel punto fece un appello a chiunque sapesse qualcosa sul caso Sandra Sandri: "Non abbiate più paura  - aveva detto l'allora vicequestore Elena Jolanda Ceria appellandosi a chi sa o possa aver sentito qualcosa - molti degli attori di questa vicenda non ci sono più, sono morti e noi vi tuteleremo. Le nostre ricerche non si fermano, ma quello che abbiamo al momento non è per noi sufficiente per trovare il corpo di Alessandra Sandri: stiamo lavorando su ben sette aree cimiteriali e non è cosa facile cercare dei resti in un cimitero". Ma nessuno evidentemente si è voluto liberare la coscienza e adesso, nel 2021, siamo ancora qui a domandarci che fine abbiano fatto fare a quella sfortunata bambina finita sotto gli artigli di uomini vergognosi. 

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