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Cronaca Molinella

Emergenza sangue a Bologna? Ausl rassicura: 'Entro l’estate attivi 10 centri di raccolta'

Se Advs allerta sul calo preoccupante delle donazioni e Cgil parla del pericolo di un'emergenza sangue, l'azienda sanitaria tranquillizza e si impegna ad attivare entro breve 10 degli 11 centri previsti e a sensibilizzare sul tema

L'allarme lanciato dall'Advs sul calo di donatori di sangue a Bologna era stato e raccolto dal Comune che aveva sollecitato l'Ausl a rimediare in fretta. Cgil non si stupisce. In città rischia di scoppiare un'emergenza sangue", ma "noi lo avevamo già denunciato in passato", così Marco Baldo via social network, della Funzione pubblica della Cgil ripubblicando il loro documento di denuncia e rilanciando il problema, rimasto attualissimo. Perchè "l'evoluzione del progetto Centro unico metropolitano sta proseguendo e temiamo tra non molto tempo si arricchirà di ulteriori problemi legati al trasferimento di attività inerenti la ''lavorazione delle sacche'' da Ferrara a Bologna. E' concesso sperare che qualcuno (direzione Aziendale in primis) per una volta, intervenga prima che scoppi o si aggravi un problema?", domanda il sindacalista. "Ripetiamo: non toglieteci anche il sangue. Ormai da più di un anno si parla di un Centro trasfusionale metropolitano, intanto però i donatori e il sangue raccolto calano in maniera preoccupante" per cui la Fp-Cgil fa appello affinchè "la Direzione generale intervenga rapidamente per evitare il rischio a Bologna si arrivi ad una emergenza sangue".

L'Ausl, dal canto suo, oggi attraverso una nota ha promesso che entro l’estate saranno attivi 10 centri di raccolta delle donazioni di sangue su 11. "I lavori di adeguamento dei centri di Molinella e Castiglione dei Pepoli - spiega l'azienda sanitaria - sono in via di ultimazione, e consentiranno al punto di Castiglione dei Pepoli di essere operativo entro la fine del mese di giugno, e a quello di Molinella entro la metà di luglio".

Con l’attivazione di Molinella e Castiglione dei Pepoli i centri di raccolta sangue attivi nell’area metropolitana di Bologna saliranno a dieci. Degli undici previsti dal piano di riassetto - dice Ausl - resterà ancora non operativo solo San Pietro in Casale, che necessita di lavori di adeguamento e di investimenti significativi, per i quali l’Azienda sta cercando la copertura finanziaria.

Quanto al calo delle donazioni, secondo l'azienda sanitaria è" indipendente dal piano di riassetto della rete dei punti di raccolta. Si tratta di un fenomeno diffuso, certamente non concentrato solo nell’area metropolitana bolognese, nell’ambito della quale già prima del varo del piano di riordino oltre il 90% delle donazioni di sangue ed emocomponenti era effettuato in sole quattro sedi, presso gli Ospedali Maggiore, Bellaria, S. Orsola e di Imola". Al momento, peraltro, secondo i dati dell'azienda sanitaria pare che l’offerta di posti per le donazioni non è completamente saturata, tanto presso la Casa dei Donatori di Bologna che presso i punti distribuiti sul territorio.

Ergo, rassicura Ausl, "non c’è alcuna emergenza sangue, né in atto né alle porte. La dimensione territoriale per valutare l’autosufficienza è quella regionale, non quella di una provincia o di una città e la Regione Emilia-Romagna continua ad essere autosufficiente e a garantire parte del sangue e degli emocomponenti ad altre Regioni non altrettanto autosufficienti". Ciò non toglie che "si debba prestare la massima attenzione al calo delle donazioni, e puntare con determinazione all’incremento della raccolta di sangue ed alla autosufficienza anche nell’area metropolitana bolognese". A questo scopo l’Azienda promette che metterà in campo a breve una campagna di informazione e comunicazione  dedicata alla promozione delle donazioni e al nuovo assetto organizzativo della rete di raccolta sangue nell’area metropolitana di Bologna.

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