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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Sanità, truccati appalti per milioni di euro: maxi-indagine arriva anche all'Ausl di Bologna

Due manager indagati per turbativa d'asta, a seguito di una gara per un macchinario destinato all'ospedale Bellaria. L'operazione, partita da Milano, è arrivata in mezza Italia: 22 indagati e 4 arresti, una decina le gare che sarebbero state pilotate, per un valore di 30 milioni

Appalti ritoccati nella sanità, si indaga su tutto il territorio italiano. Una maxiindagine, partita da procura e Gdf di Milano, arriva a Bologna. Due manager dell’Ausl felsinea sono indagati per una gara da oltre un milione di euro per l’acquisto di un macchinario destinata all’ospedale Bellaria. I due sono accusati di turbativa d’asta, favorendo la ditta che poi si è aggiudicata la gara .
Intanto, in seno alla maxi-indagine, nel resto del Paese 4 persone sono finite agli arresti domiciliari e altre 20 risultano indagate per turbativa d'asta, insieme ai ‘colleghi’ bolognesi. 

L’INCHIESTA. La vicenda - come spiega MilanoToday - è legata alla fornitura di apparecchiature mediche da parte della società Elekta. L'operazione è stata condotta Dalla procura di Milano insieme al nucleo tributario della guardia di finanza meneghina. Le fiamme gialle, oltre al sequestro di documenti presso l'AUsl di Bologna, hanno fatto visite a vari enti   sparsi per il Belpaese: dalla Liguria, all’Abbruzzo, dalla Toscana e alla Puglia, naturalmente in Lombardia. Da qui ha preso le mosse l’indagine, da una gara d’appalto dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano: uno dei responsabili della gara è venuto a conoscenza di alcune email che parlavano di accordi con i manager della Elekta. L'azienda era in grado di presentare offerte "perfette" circa i requisiti tecnici richiesti, anche se non le più vantaggiose economicamente. Si sospetta che la richiesta dei requisiti fosse "cucita su misura".
La gara dell'Istituto tumori valeva circa 2 milioni di euro. In totale le dieci gare su cui la procura ha indagato valgono qualcosa come 30 milioni. Nessuna prova di tangenti (ovvero passaggi di denaro), ma "ricompense" sotto forma di borse di studio finanziate da Elekta ed erogate dagli istituti e dagli ospedali. 
 

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