Sanità, Donini: "In Emilia-Romagna non taglieremo nessun posto letto"

Le opposizioni: no al taglio di posti letto ordinari, nel bolognese già 400 cancellati. Maggioranza: nessun taglio in programma, il sistema sanitario verrà ridisegnato in base ai nuovi bisogni

Negli ospedali dell'Emilia-Romagna "non sono in programma tagli di posti letto". In questa fase di ripartenza dopo l'emergenza covid, "alcune strutture dovranno provvisoriamente collocarli altrove". Ma queste modifiche di assetto "saranno solo transitorie e le tempistiche dovranno essere oggetto di specifici impegni".

A metterlo in chiaro è l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, intervenuto oggi in commissione in viale Aldo Moro. L'assessore prova così a rispondere anche alle preoccupazioni e alle critiche mosse dalle opposizioni. "Un aspetto su cui non voglio che ci sia il minimo dubbio - afferma Donini - è che le possibili modifiche nella dotazione dei posti letto saranno solo transitorie e le tempistiche dovranno essere oggetto di specifici impegni".

Per questo servirà "in tempi brevi un confronto con amministratori del territorio, sindacati e ordini professionali- afferma l'assessore- per costruire soluzioni innovative e condivise in tutti i territori della regione". La Regione, garantisce Donini, "intende accompagnare e sostenere con determinazione il lavoro di tutte le Aziende sanitarie locali e quelle ospedaliere del territorio" nella fase della ripresa e nell'erogare di nuovo tutte le prestazioni sanitarie sospese durante il picco dell'emergenza, dando però risposta anche ai nuovi bisogni delle persone.

"Vogliamo che siano garantite in modo graduale e progressivo sempre più visite, ricoveri, interventi chirurgici in modo adeguato e sicuro", dice l'assessore. Servirà quindi "molto lavoro", anche insieme ai professionisti, per "raggiungere in tempi rapidi risultati importanti" a tutela dei cittadini. Si dovranno anche "compiere scelte difficili- avverte Donini- ma al tempo stesso cogliere opportunità straordinarie per la sanità pubblica, attraverso investimenti sulle strutture e sul capitale umano".

Riorganizzazione Sant'Orsola

La riorganizzazione del Policlinico Sant'Orsola di Bologna dovrà passare prima di tutto dagli altri padiglioni dello stesso ospedale e dalle altre strutture del territorio. Solo in via "residuale" ci si dovrà appellare ai privati, e comunque solo temporaneamente. A dettare la linea è l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, sentito questa mattina dalla commissione Politiche per la salute di viale Aldo Moro.

"Nel corso dell'incontro con le Aziende bolognesi, tenutosi il 26 maggio - spiega Donini - mi è stata rappresentata la situazione assai critica sul piano tecnico-logistico del Sant'Orsola, legata al fatto che diverse aree dell'ospedale presentano standard poco compatibili con le misure di distanziamento necessarie per i degenti". La Regione ha dato "la massima disponibilità a valutare nel dettaglio tutti gli aspetti della futura riorganizzazione logistica - assicura l'assessore - fornirà precise indicazioni che intendo condividere con la direzione aziendale, con la Conferenza territoriale socio-sanitaria e con l'Università".

Per prima cosa, mette in chiaro Donini, "occorre la massima trasparenza, evidenza ed oggettività nel definire la situazione logistica del Sant'Orsola, per non lasciare dubbio alcuno sul fatto che all'interno dell'area ospedaliera non vi siano alternative praticabili per interventi immediati sulla struttura, per superare almeno in parte alcune delle criticità rappresentate".

Lega: progetto Terapia Intensiva penalizza Piacenza

Il progetto regionale di terapia intensiva in Emilia-Romagna "penalizza fortemente tutta l'Emilia ovest e in particolare la provincia di Piacenza". Lo sostengono i consiglieri regionali della Lega, Matteo Rancan e Valentina Stragliati, che bocciano così la riorganizzazione dei posti letto presentata oggi in commissione regionale dall'assessore alla Sanità, Raffaele Donini. Il piano prevede posti dedicati al covid a Parma (14), Modena (48), Bologna (50) e Rimini (34). "L'azienda ospedaliera di Piacenza è piccola - affermano Rancan e Stragliati - ma visto il conto che ha pagato in termini di vite umane al covid 19 meritava di essere potenziata e non indebolita ancora di più".

Anche con l'attuale curva epidemica, sostengono i leghisti, "il caso di Piacenza smentisce l'assessore Donini, che ha invece promosso il sistema sanitario regionale dicendo che ha retto alla pandemia". Secondo Rancan e Stragliati, "non basta dire che i posti letto in terapia intensiva a Piacenza sono passati da 15 a 45 unità, perché questi sono stati tolti di fatto alla normale attività ospedaliera per i pazienti non-covid e quindi l'intera offerta sanitaria ne risente negativamente. Se a questo aggiungiamo la situazione di Fiorenzuola e Castel San Giovanni, dove sono in programma solo Punti di primo intervento, mentre il grosso dell'assistenza anche di pronto intervento sarà concentrata per tutta la provincia solo a Piacenza, è evidente il depotenziamento che la Regione intende realizzare a danno non solo della provincia di Piacenza ma anche dell'Emilia ovest", chiosano i leghisti.

Intanto, i 5 stelle mettono in guardia la Giunta Bonaccini. "Come abbiamo già ribadito per il caso del Sant'Orsola - afferma la consigliera regionale M5s, Silvia Piccinini - la riorganizzazione ospedaliera dovuta all'emergenza coronavirus non deve in nessun modo comportare un taglio dei posti letto per i nostri ospedali. Se davvero la Regione vuole puntare su un deciso potenziamento della sanità territoriale, crediamo che questo sia il momento più adatto per mettere in pratica gli annunci fatti fino ad oggi. Non si perda altro tempo". Secondo Piccinini, "i posti letto che verranno tagliati nei grandi ospedali devono necessariamente trovare spazio in altre strutture in modo che alla fine il saldo sia assolutamente pari a zero. Non tollereremo nessuna deroga in questo senso".

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L'emergenza coronavirus, continua l'esponente M5s, "ha dimostrato anche nella nostra regione che i tagli effettuati in questi anni alle sanità dei nostri territori possono avere effetti devastanti e mettere in pericolo la salute delle persone. Per questo se davvero la Giunta vuole mettere in pratica un piano che valorizzi una volta per tutte la sanità territoriale, inverta la rotta che ha tenuto negli ultimi anni, punti con decisione sull'aumento degli investimenti per le strutture sanitarie pubbliche, metta in atto un grande piano per l'assunzione di personale e stabilizzi quello precario. Bisogna fare di tutto affinché dall'emergenza covid nasca un nuovo modello di sanità sempre più vicino al cittadino e sempre meno ancorato alle logiche di bilancio delle aziende sanitarie", conclude Piccinini. 

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