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Sanità, Aiop Emilia-Romagna chiederà un contratto | VIDEO

Fp-Cgil, Cisl Fp e Uil-Fpl in presidio davanti alla sede di Confindustria Emilia di via San Domenico

 

"Il 25 ci sarà un direttivo nazionale dell'associazione Aiop e il messaggio che ci è arrivato è molto netto: la delegazione Aiop dell'Emilia Romagna dirà in modo compatto, senza se e senza ma, che è favorevole alla sottoscrizione del contratto nazionale".

Inoltre, "abbiamo anche 'strappato' un impegno da qui a qualche settimana, subito dopo la ratifica del contratto nazionale, a sottoscrivere un premio Covid per tutti i lavoratori Aiop".

È l'annuncio dato dalla delegazione sindacale che oggi è riuscita a incontrare l'associazione degli ospedali privati (Aiop) al termine del presidio di protesta davanti alla sede di Confindustria Emilia, a Bologna, promossa da Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl dell'Emilia-Romagna, nell'ambito della giornata nazionale di sciopero per il contratto atteso da 14 anni.

In questi anni i sindacati hanno chiesto a gran voce un nuovo contratto nazionale che equiparasse gli stipendi della sanità privata a quelli del pubblico, e hanno protestato sempre di più davanti alle cliniche e alla sede di Aiop. Una situazione, che, tra l'altro, sta generando "una fuga dalle strutture della sanità privata, anche in relazione al fatto che oggi la sanità pubblica sta assumendo molto e di conseguenza le lavoratrici e lavoratori per guadagnare di più vanno a lavorare nella sanità pubblica- spiega Marco Blanzieri, Fp-Cgil Emilia-Romagna- ci sono strutture che sono già in crisi perché non trovano più persone che vanno a lavorarci. Siamo passati da circa 50.000 dipendenti della sanità pubblica a 53.000 con l'emergenza Covid. In Emilia-Romagna sono migliaia i lavoratori della sanità privata che pian piano stanno migrando verso quella pubblica".

In ogni caso, proprio quando l'accordo sembrava a un passo, dopo aver siglato una preintesa il 10 giugno, si è consumato lo strappo: Aiop ha fatto scadere i termini per la firma (che sarebbe dovuta essere entra il 31 luglio). In estate si sono registrate le proteste sotto alle cliniche private davanti ai tentennamenti dell'associazione alla firma. Senza ancora un nulla di fatto, è dunque ritornata la protesta rumorosa e colorata: Fp-Cgil, Cisl Fp e Uil-Fpl sono tornati in presidio insieme davanti alla sede di Confindustria Emilia di via San Domenico a Bologna.

Davanti all'ingresso della sede degli industriali, i fischietti risuonano come rumore di fondo e i megafoni urlano alle finestre dell'associazione degli industriali di Bologna, Ferrara e Modena. Alcuni hanno il volto dipinto da clown ("i clown fanno ridere, i pagliacci di Aiop e Aris nemmeno un po", 'spiega' uno striscione della Cisl); altri sono vestiti con camice e catene bianche e rosse. Tra i motivi della protesta, e' emerso anche che "alcuni presidenti hanno chiesto di pagare il contratto col welfare, nello specifico il 50% del contratto col welfare, quando gia' lo Stato copre l'altro 50%; e' come dire che non vogliono pagare nulla", attacca Davide Battini, Fp Cisl. In pratica, "hanno proposto di tenersi il 50%, quindi la meta' dell'aumento lo mette lo Stato attraverso un aumento delle prestazioni, l'altra meta' dell'aumento va in welfare, ovverosia in sanita' integrativa. Vuol dire che questi danno i soldi ai lavoratori e i soldi glieli restituiscono attraverso prestazioni sanitarie. Non e' cosi' che si fa veramente gli imprenditori, o meglio cosi' sono capaci tutti di farlo".

E allora i sindacati chiederanno alla Regione Emilia-Romagna che le risorse extra per il rinnovo del contratto siano garantite solo alle aziende "favorevoli" alla sottoscrizione dell'intesa. "Senza firma del contratto nessuna risorsa aggiuntiva- sintetizza Paolo Palmarini, segretario Uil-Fpl Bologna ed Emilia-Romagna- perche' non e' piu' accettabile che datori di lavoro ai quali si finanzia parte del rinnovo del contratto nazionale di lavoro continuino a essere soggetti che erogano in favore dei cittadini prestazioni che sono a tutti gli effetti pubblici". Durante il presidio, i manifestanti chiedono invano ai vertici Aiop di scendere per un confronto, rendendosi anche disponibili a salire con una delegazione.

Ma entrambe le richieste sono state respinte. Bisogna rivolgersi all'altra sede, quella di Confindustria Emilia-Romagna di via Barberia, spiega il mediatore. Il confronto e' continuato, fino a che non si e' trovato l'accordo: arriva una delegazione di Aiop. Dopo qualche minuto di attesa, finalmente si sblocca l'empasse, con le parti che salgono negli uffici per un incontro. Alla fine, gli annunci dei sindacalisti: c'e' l'impegno di Aiop Emilia-Romagna a sostenere la firma del nuovo contratto, che "era cosa nota, ma avevamo bisogno di sentircelo dire con molta nettezza", assieme alla promessa di elargire un bonus Covid per i lavoratori Aiop, con "una quota aggiuntiva per coloro che hanno affrontato direttamente nei reparti Covid questa pandemia cosi' complicata". Esultano cosi' sindacati e manifestanti: "Secondo noi e' un risultato significativo da mettere a valore". Ma comunque "manteniamo alta la tensione, perche' il risultato e' li' e deve arrivare, e devono capire che finche' non arriva noi staremo in vertenza". (Dire)

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