Cronaca

Sanità, cambia il sistema accreditato, Lega: "Passo avanti verso privatizzazione"

La Regione annuncia una mini riforma del modo con cui i privati possono accreditarsi. Il Carroccio denuncia spese in aumento, Lepore: "Dobbiamo abbattere liste di attesa"

Un sistema di accredito dei privati in sanità che permette una risposta in tre mesi e non più in nove. Questo è previsto dalla Regione dopo la nuova legge sul tema, uscita dalla Commissione salute che mira a velocizzare l'iter di accreditamento, ma del pari introduce  nuove forme di monitoraggio sull'attività di queste strutture, "attraverso la figura del direttore generale, con il coinvolgimento del coordinatore regionale per l'autorizzazione e l'accreditamento".

Critica la Lega, che vede un passo avanti verso la privatizzazione del settore. "Nel 2021- ricorda Daniele Marchetti- le aziende sanitarie emiliano-romagnole hanno speso 332.822.770 euro per l'acquisto di prestazioni ospedaliere e di chirurgia ambulatoriale da strutture private accreditate. Si tratta di una cifra superiore del 9,20% rispetto a quella spesa nel 2020. E, sia chiaro: in questo aumento l'emergenza Covid non c'entra, in quanto l'aumento della spesa verso il privato è una dinamica iniziata già prima della pandemia".

I dem, durante il dibattito, hanno ribattuto che in regione "c'è un'evidente prevalenza della sanità pubblica, nonostante i problemi collegati all'assenza di personale". Anche per Emilia-Romagna Coraggiosa "non si va verso la privatizzazione della sanità e questo documento non traccia percorsi di questo tipo". "L'obiettivo- aggiungono i rossoverdi- è quello di rafforzare il pubblico, ma non possiamo negare problemi, per la carenza di personale e per la riduzione delle risorse".

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Lepore: "Prioritario ora abbattere le liste di attesa"

Il tema fa eco anche a Bologna. Alcuni territori dell'Emilia-Romagna stanno ricorrendo all'inserimento di medici privati nei pronto soccorso. C'è il rischio di vedere la stessa cosa anche a Bologna? "Più che un rischio, noi dobbiamo fare di tutto per recuperare le liste d'attesa", risponde il sindaco Matteo Lepore, che ha tenuto per sè la delega alla Sanità ed è presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana.

"Come Città metropolitana e Regione- afferma Lepore- siamo impegnati in un gruppo di lavoro che intanto ha l'obiettivo di ridurre le lunghe liste d'attesa causate dal Covid. Ricordo che in questi due anni molte sale operatorie si sono fermate per fare posto alle terapie intensive, ora che questa emergenza è cambiata abbiamo bisogno di tutta la collaborazione del sistema pubblico".

E nel sistema pubblico dell'Emilia-Romagna "i privati sono accreditati -continua il sindaco- e in gran parte svolgono attività finanziate dal pubblico e disciplinate dal pubblico, quindi noi dobbiamo garantire la qualità e il diritto alla salute, questa è la priorità". Aggiunge Lepore: "Chiaramente i pronto soccorso, usciti da questa fase, non possono assolutamente essere in mano ai privati ma devono essere assolutamente gestiti dall'Ausl, ci sono tutte le possibilità per farlo. In questo momento l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ha una costruito una situazione in cui c'è bisogno di recuperare un ritardo e quindi c'è bisogno della collaborazione di tutti".

Se negli anni passati lo Stato "avesse fatto crescere e diplomare più medici e infermieri, non avremmo questo problema- continua Lepore- e ricordo che ancora i costi del Covid non sono stati coperti dal Governo, che sicuramente ha messo molte risorse per affrontare questa emergenza, ma ora la sanità pubblica delle Regioni ha bisogno ancora di essere sostenuta". Come sindaco della Città metropolitana "ho più volte evidenziato questo tema e noi ci organizziamo per dare ai cittadini un diritto, come prevede la nostra Costituzione, che è il diritto alla salute. Bene se adesso la nostra regione si organizza", conclude Lepore.

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