Aggressioni negli ospedali: al Sant'Orsola sistema di allarme e numero di telefono ad hoc

In programma anche corsi di formazione per insegnare ai dipendenti le tecniche di autodifesa

Numero di telefono dedicato per gli aggrediti e la possibilità di domiciliare in azienda eventuali querele, immediata tutela legale, potenziamento di sistemi di allarme e videosorveglianza, collegati direttamente con la Questura, a cui affiancare una maggiore presenza di guardie giurate.

Sono le misure di Ausl e il Policlinico Sant'Orsola contro le aggressioni agli operatori sanitari. L'11 febbraio si è tenuto un Tavolo interaziendale alla presenza dei sindacati. Per prima cosa, dunque, le aziende si sono impegnate a garantire il supporto legale agli operatori aggrediti, fornendo un numero di telefono ad hoc per chiedere informazioni sulle eventuali denunce da presentare e mettendosi a disposizione per domiciliare le querele in azienda, in modo da aiutare e tutelare ancora di più i sanitari. Sarà poi attivato un supporto psicologico per chi subisce violenza e organizzati nuovi corsi di formazione (i primi già in programma), per insegnare ai dipendenti sia come gestire e disinnescare dal punto di vista comunicativo situazioni di conflitto sia tecniche di autodifesa (ad esempio come divincolarsi o come evitare di mettersi in pericolo). L'Ausl di Bologna potenzierà poi la presenza di guardie giurate nelle strutture sanitarie, come già fatto dal Policlinico per il proprio Pronto soccorso, dove è stata aggiunta una guardia giurata nel turno di notte oltre a quella presente H24.

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Aggressione al Pronto soccorso: feriti in sei tra medici e infermieri

Allo stesso modo saranno potenziati i sistemi di allarme (già messo in atto nei Sert), con pulsanti a chiamata negli ambulatori, che suoneranno sia negli ambulatori vicini sia nelle postazioni delle guardie giurate. Incrementati anche i sistemi di videosorveglianza, che insieme agli allarmi saranno collegati direttamente con la Questura. In alcune strutture territoriali, inoltre, sarà potenziata anche l'illuminazine all'esterno. Tutte migliorie che saranno attivate nelle prossime settimane. Non ci sono invece ancora tempistiche definite sulla sperimentazione del giubbotto anti-aggressione, che è ancora in fase di valutazione. "Non ne conosciamo ancora le caratteristiche tecniche- spiega Carmela Lavinia di Cisl-Fp - ma per noi è comunque un fatto positivo. E sarà utile testarlo anche per un utilizzo in favore dei medici di continuità assistenziale e di assistenza domiciliare". Il tavolo si aggiornerà fra tre mesi per verificare quanti casi di aggressione sono stati segnalati e di che tipo. Nel frattempo, sarà avviato un coordinamento tra Conferenza territoriale socio-sanitaria, Questura e Prefettura sul tema. "Alcuni passi sono stati fatti- commenta Marco Baldo della Fp-Cgil di Bologna- la strada sembra quella giusta. Adesso occorre l'impegno di tutte le istituzioni". In particolare, sostiene, "resta aperto il tema delle strutture, a nostro parere non adeguate, del coinvolgimento dei medici di base, del rafforzamento del personale mediante assunzioni e del reale utilizzo delle Case della Salute. Perchè spesso le persone che stazionano in ospedale sinceramente non dovrebbero nemmeno arrivarci", conclude Baldo. (dire)

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