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Meno consumi e meno emissioni, ecco il nuovo cuore energetico del Sant'Orsola

La nuova centrale termica del nosocomio è stata costruita sottoterra, su due livelli, fino a 10 metri di profondità, di fianco alla vecchia ciminiera che sarà mantenuta anche se inutilizzata

Inaugurata oggi al Policlinico Sant'Orsola di Bologna la nuova centrale di trigenerazione, che a regime taglierà del 27% i consumi elettrici e del 31% le emissioni di inquinanti. Al taglio del nastro, insieme al direttore generale del Policlinico, Antonella Messori, anche il sindaco Virginio Merola, il rettore Francesco Ubertini, il governatore Stefano Bonaccini e il numero uno di Manutencoop, Claudio Levorato, che in cordata ha realizzato l'impianto in project financing.

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Il nuovo impianto si è reso necessario per l'usura di quello precedente, realizzato ormai 40 anni fa, formato da due centrali termiche e da varie centrali frigorifere nei diversi padiglioni, che ormai avevano un rendimento insufficiente anche alla luce dello sviluppo del Policlinico (ad esempio, dopo l'apertura del nuovo Polo cardio-vascolare). La nuova centrale termica del Sant'Orsola è stata costruita sottoterra, su due livelli, fino a 10 metri di profondità, di fianco alla vecchia ciminiera che sarà mantenuta anche se inutilizzata. La centrale di cogenerazione e quella frigorifera, invece, occuperanno tre livelli del vicino padiglione 19

La nuova centrale del Sant'Orsola è costata 37,4 milioni di euro, di cui quattro milioni arrivati da fondi statali e regionali. Il resto deriva da un project bond del fondo europeo per l'efficienza energetica, primo esempio di questo tipo in Italia. I lavori sono durati cinque anni, dal 2012.

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