Tensioni al Sant'Orsola, detenuti ricoverati danno in escandescenza

Avevano "più volte creato situazione molto difficili anche all’interno del carcere"

Momenti di forte tensione nella mattina di ieri, 18 novembre, presso la “camera di sicurezza” dell’Ospedale Sant'Orsola, dove sono ricoverati tre detenuti del carcere della Dozza. A renderlo noto i sindacalisti degli agenti penitenziari, Salvatore Bianco e Antonino Soletta di FP CGIL .

"Atti di autolesionismo"

Tutto avrebbe avuto inizio quando uno dei tre ha iniziato a dare in escandescenza con atti autolesionistici, probabilmente utilizzando un pezzo di mobilio staccato precedentemente, imbrattando tutta la stanza con il sangue e minacciando di infettare i poliziotti in servizio (essendo lui sieropositivo). 

La situazione sarebbe peggiorata quando gli altri due detenuti, ricoverati nella camera adiacente, hanno iniziato a protestare contribuendo ad aumentare il livello di caos già molto alto. "A tal proposito non si può non evidenziare che tra i soggetti in questione, alcuni di essi, hanno più volte creato situazione molto difficili anche all’interno dell’Istituto e nonostante tutto continuano nei loro comportamenti, per cui si chiede nei loro confronti una decisione dell’Amministrazione, quale l’immediato allontanamento dalla struttura previsto in casi del genere", scrivono i sindacalisti "la gestione di soggetti con problematiche psichiatriche, sono state oggetto di precedenti segnalazioni da parte della FP CGIL, alla luce di quanto accaduto oggi, si ribadisce la necessità di creare appositi reparti nei luoghi esterni di cura destinati a tali soggetti, ciò consentirebbe condizioni di lavoro più sicure al personale addetto alla loro sorveglianza, ma al contempo di poterli seguire in maniera adeguata".

Carcere Dozza, detenuti feriscono due agenti con una lametta. Cgil: "Trasferiteli" 

Bianco e soletta descrivono una situazione "sempre più problematica e difficile a causa dell’emergenza covid - al carcere della Dozza - dell’alto numero di detenuti presenti, che sono ben oltre i 700, tra i quali un gran numero di detenuti problematici, per questo chiederemo ancora una volta all’Amministrazione nella riunione prevista per il 27 novembre prossimo di valutare provvedimenti necessari a diminuire il numero dei detenuti presenti al fine di rendere le condizioni di vivibilità più adeguate alla situazione di emergenza che sta vivendo oggi l’Istituto, nell’interesse dell’intera struttura".
FP CGIL supporta quindi il personale in servizio: "Grazie alla grandissima professionalità ancora una volta dimostrata, nonostante la situazione fosse estremamente difficile da gestire, considerato anche che il tutto si è svolto in un luogo esterno all’Istituto, con personale appena sufficiente a garantire il controllo dei detenuti ristretti, è riuscito a mantenere lucidità e a riportare i detenuti alla calma, dando modo di intervenire al personale sanitario, accorso per prestare le cure necessarie al detenuto ferito".

“Innanzi tutto vogliamo rivolgere un plauso al nostro personale di Polizia Penitenziaria” ha dichiarato Antonio Fellone, Segretario Nazionale del Sinappe “che nonostante le difficoltà del luogo esterno al carcere in cui si è svolto lo spiacevole evento e la minima presenza di unità, è riuscito a gestire la situazione, ripristinando in breve l’ordine ed evitando che utenti estranei alla vicenda potessero essere coinvolti”. 
“Detto questo” ha continuato il Segretario Nazionale “considerate le ultime disposizione emanate dal DAP in merito al trattamento dei detenuti violenti, si chiede il trasferimento urgente dei ristretti problematici detenuto per motivi di sicurezza”.
“Infine” ha concluso Fellone "si evidenzia l’annoso problema del sovraffollamento presso la Casa Circondariale di Bologna, che continua ad essere causa di disagio lavorativo; a tal uopo si chiede l’urgente intervento degli Organi Superiori affinché sia ripristinato un adeguato e sicuro ambiente lavorativo”.
                                                                                                 

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