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S. Orsola, picchetto Fials contro i parcheggi a pagamento: 'L'azienda chiede tangente ai lavoratori'

La Federazione Italiano Autonomie Locali e Sanità ha dato vita a un picchetto presso il nuovo parcheggio di viale Ercolani, per ribadire che "i lavoratori pubblici sono già tartassati dal blocco del contratto e ora l'azienda chiede soldi, ma c'è anche la responsabilità del Comune"

1.180 firme in tre giorni sono state raccolte attraverso la piattaforma di petizioni on-line change.org e dai delegati sindacali per dire 'no' ai parcheggi a pagamento per il lavoratori del Sant'Orsola. L'intento è quello di farsi ascoltare dalla Direzione generale del Policlinico, così oggi la Federazione Italiano Autonomie Locali e Sanità - Fials ha messo in atto un presidio all'ingresso del parcheggio del nuovo padiglione 23, Cardio-Toraco-Vascolare, di viale Ercolani, per ribadire che "i lavoratori pubblici sono già tartassati dal blocco del contratto e ora un'azienda chiede soldi ai propri dipendenti". 

"Una tassa" ovvero "una tangente che l'azienda chiede ai propri dipendenti" ha detto a Bologna Today il segretario provinciale Fials Alfredo Sepe "a partire dal mese di luglio, si inizierà da questo polo fino a comprendere i 432 posti che oggi sono liberi" inoltre "fuori da questo ospedale esistono delle convenzioni a prezzi altissimi". Sepe attribuisce gran parte delle responsabilità al Comune di Bologna che non ha rinnovato la convenzione strisce blu: "Noi paghiamo 300 euro annui per poter parcheggiare" e sottolinea che lo hanno appreso da un volantino fatto circolare "per errore". 

Polemiche con i sindacati confederali, CGIL, CISL e UIL che non darebbero "segnali di distensione" ma piuttosto accetterebbero supinamente la decisione dell'azienda ospedaliera: "Si crea il bisogno - ha detto Sepe - i parcheggi interni sono a pagamento e quelli all'esterno aumentano le tariffe". Fials a questo proposito lancia il "Parentometro: basta andare sulla rubrica aziendale e vedere quanti parenti di sindacalisti lavorano in questo ospedale" pungola Sepe "in questo momento l'azienda ha un interlocutore privilegiato nel mondo confederale - continua il segretario, nonostante "Fials rappresenti più del 45% degli operatori e quindi dovrebbe essere organo principe". 

"L'azienda non avrebbe bisogno di questi soldi - dice ai cronisti il segretario Regionale Daniele Bedetti - e noi siamo dipendenti pubblici non trattati come altri come ad esempio quelli dell'università o del comune, non solo non ci rinnovano il contratto, ma chiedono anche soldi per venire a lavorare". La convenzione strisce blu non rinnovata costa ai lavoratori del Sant'Orsola 300 euro, contro i 150 del passato: "Incentivano l'uso dei mezzi pubblici, ma fino ad aprile del 2014 pagavamo poco più di 100 euro per l'abbinamento Tper, poi l'incentivo è stato bloccato e ci costerebbe 300 euro".

La direzione del policlinico con una nota aveva smorzato l'allarme Fials: "La decisione di mettere a pagamento i parcheggi riservati ai dipendenti riguarda unicamente i nuovi posti aggiuntivi ricavati dalla costruzione del padiglione 23 (nuovo Polo cardio-toraco-vascolare)" e che "non introita alcuna percentuale sulle tariffe dalla società privata che ha costruito il parcheggio sotterraneo a fianco dell'attuale Pronto soccorso, nè ha dato in gestione ai privati il parcheggio sotto il padiglione 23". Ma i contestatori lo smentirebbero attraverso la documentazione che rivelerebbe la gradualità dell'operazione. I dipendenti pagherebbero così un euro al giorno, mentre la dirigenza 1,50 e potrà contare anche su posti riservati: "Ci sono dirigenti che prendono stipendi che vanno dagli 80mila ai 150mila euro annui" tuona Sepe che sottolinea come le loro richieste coinvolgano anche gli utenti: "Ci sono persone malate di cancro o che si sottopongono a dialisi, non devono pagare il parcheggio". La proposta Fials è di utilizzare i 3 milioni di euro "fuori bilancio" derivanti dall'incasso delle macchinette distributrici di cibi e bevande negli ultimi due anni per rendere gratuiti i posteggi auto" conclude Bedetti. 

Al picchetto sono intervenuti anche il consigliere regionale della Lega Nord Daniele Marchetti e il collega in comune Marco Lisei, di Forza Italia. "Sono venuto a portare solidarietà ai lavoratori su cui vengono scaricate anche stavolta, mettendo i parcheggi a pagamento, le pecche del sistema sanitario locale" - ha detto Marchetti che condivide l'allarme lanciato dai sindacati confederali sulla perdita di 500 posti di lavoro in tre anni, anche se "stupisce che poi queste sigle appoggino chi gestisce il potere a livello locale". 

"L'amministrazione comunale ha delle competenze che condivide con la Regione" quindi non può incidere su tutte le questioni che riguardano la sanità, ma sui parcheggi e le strisce blu "è l'unico che ha competenza in merito, a Bologna le strisce blu sono le più care d'Italia e con la maggiore estensione" ha detto Lisei "abbiamo chiesto parcheggi gratuiti sia per i pazienti che per i lavoratori". Il consigliere comunale uscente invita Fials a collaborare "nel caso in cui vinciamo con possibilità molto differente, nel caso fossimo all'opposizione per cercare di sensibilizzare l'amministrazione che ha fatto un business importante".

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