Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Errore al Sant'Orsola: paziente trasfusa con sangue non compatibile

Una minima quantità di sangue non compatibile è stata iniettata a una donna. L'azienda ospedaliera esprirme "rammarico". L'esperto: "Quantità maggiori potrebbero provocare seri danni"

Per errore, in una paziente ricoverata al Policlinico S.Orsola-Malpighi è stata trasfusa una quantità (20 cc) di sangue non compatibile, ma al momento non presenta alcuna sintomatologia e viene sottoposta ad un trattamento artificiale di rimozione della emoglobina libera presente nel sangue in seguito alla rottura dei globuli rossi incompatibili trasfusi.

Lo spiega in una nota la stessa azienda ospedaliera. "Tale procedura - prosegue la nota - serve a prevenire eventuali possibili danni. Per la paziente si prevede non ci saranno conseguenze gravi anche se resta il rammarico per l'errore commesso e per i disagi arrecati per i quali questa direzione desidera scusarsi con la paziente e con i congiunti, che sono stati tempestivamente informati e che saranno aggiornati puntualmente dai sanitari". Il Policlinico aggiunge di essere dotato di un sistema di sicurezza per la tracciabilità delle trasfusioni, dalla preparazione all'infusione, che riduce significativamente il rischio di errore anche se non lo azzera completamente.

COSA ACCADE SE SI INIETTA SANGUE INCOMPATIBILE? "Il sangue incompatibile viene aggredito dal sistema immunitario che lo riconosce come estraneo" dice un esperto a Bologna Today "Quantità così moderate, sono facilmente smaltibili, pur presentanto un quadro clinico da monitorare. Ove invece ci si trovi di fronte a quantità di trasfuso più imponente, i danni possono essere decisamente maggiori in quanto l'interessamento diventa multiorgano".

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