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40mila paia di scarpe contraffatte, la Guardia di Finanza denuncia otto persone

Blitz in varie città italiane delle fiamme gialle bolognesi. Due residenti a Bologna fungevano da grossisti per altri nodi della rete. Le griffe delle scarpe erano occultate da pellicole rimuovibili

La Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato oltre quarantamila calzature riportanti marchi contraffatti e protetti da brevetto di noti brand della moda presso diverse aziende site in Emilia Romagna, Lazio, Veneto e Toscana.

È il bilancio dell’operazione “Baffo posticcio”, effettuata dalle Fiamme Gialle felsinee a conclusione di una vasta attività in materia di contrasto alla contraffazione che ha portato alla denuncia di 8 persone di etnia cinese, due delle quali operanti nelle province di Bologna, Roma, Padova, Firenze e Prato.

Le indagini, svolte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria coordinati dal Sostituto Procuratore, dott. Marco Forte, si sono sviluppate a seguito di un sequestro effettuato nel gennaio del 2016 presso due capannoni in Bologna gestiti da cittadini cinesi, ove era stata rinvenuta e sequestrata documentazione utile a ricostruire l’intera filiera commerciale (GUARDA IL VIDEO).

E’ stata, di conseguenza, disposta l’esecuzione di una serie di perquisizioni che hanno permesso di sottoporre a sequestro oltre 40.000 calzature contraffatte costituite dalla riproduzioni delle scarpe originali ovvero, in alcuni casi, di singoli specifici dettagli brevettati, riconducibili ai noti brand Adidas, Nike, Saucony, Golden Goose e Colmar.

Le scarpe erano state importate in Italia direttamente dalla Cina per poi essere commercializzate nei mercati di tutta Italia ed Europa, in particolare sono state infatti accertate anche spedizioni dirette verso la Spagna, Germania, Grecia e Bulgaria. Come già rilevato nei precedenti sequestri eseguiti nel gennaio scorso, le scarpe, per sfuggire ai controlli doganali, si presentavano, a prima vista, del tutto anonime ma, con semplici operazioni manuali, che consentivano di rimuovere alcune traforature o etichette presenti sulla tomaia potevano essere facilmente trasformate in un prodotto riconducibile ai marchi citati. Sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria n. 8 soggetti di nazionalità cinese.

Il valore commerciale al dettaglio della merce sequestrata dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria ammonta ad oltre due milioni di euro.

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