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Schiaffi e insulti a Borgonzoni, sottosegretario assente al processo

La neosenatrice e consigliera comunale del Carroccio ha sollevato questione di legittimo impedimento. Udienza aggiornata al 18 marzo 2019

Salta, almeno per ora, la testimonianza della senatrice bolognese della Lega, e sottosegretario alla Cultura e al Turismo, Lucia Borgonzoni, nel processo a carico della sinti 52enne che la colpì ai primi di novembre del 2014, iniziato proprio oggi sotto le Due Torri.

Borgonzoni, che deve deporre in quanto persona offesa e che è rappresentata dall'avvocato Massimiliano Bacillieri, ha infatti fatto depositare ieri in Tribunale una dichiarazione di impedimento, ritenuta legittima dal giudice Danilo Mastrocinque.

Il processo riguarda l'episodio avvenuto durante una visita al campo nomadi di via Erbosa a Bologna, dove Borgonzoni, all'epoca consigliera comunale, si era recata assieme all'allora candidato del Carroccio alla presidenza della Regione, Alan Fabbri. Lì la 52enne, come documenta anche un video, insultò e colpì l'esponente leghista per cacciarla dal campo, motivo per cui oggi è accusata di violenza privata e ingiurie, reati commessi in concorso con una persona non identificata e aggravati dal fatto di essere stati commessi contro un pubblico ufficiale. L'udienza odierna, che si è chiusa in tempi brevi, è stata quindi dedicata alla deposizione dell'unico teste della Procura presente, un funzionario di Polizia.

Borgonzoni, che pur essendo persona offesa non si è costituita parte civile, sarà invece riconvocata in occasione della prossima udienza, fissata per le 12 di lunedi' 18 marzo e nel corso della quale dovrebbero essere sentiti, oltre a lei, i testimoni della Procura assenti oggi e quelli del legale dell'imputata, Luciano Bertoluzza.

L'udienza è stata fissata di lunedì proprio per facilitare la vita alla senatrice, visto che gli impegni parlamentari si concentrano principalmente tra il martedì e il giovedì, e sul punto Mastrocinque ha 'messo le mani avanti', ricordando al legale Domenico Di Berardino, presente in aula al posto di Bacillieri, che "testimoniare è un dovere civico", e chiedendo di non presentare ulteriori dichiarazioni di impedimento, a meno che il 18 marzo Borgonzoni non abbia "impegni istituzionali fondamentali per le sorti del Paese". (Ama/ Dire)

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