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Scienze politiche: 'Oggi blocco della didattica contro i saperi di guerra nelle università'

Nuova mobilitazione del CUA a Scienze politiche e in via Zamboni. Per i disordini di stamattina in strada Maggiore, la Procura procederà per interruzione di pubblico servizio e violenza privata

Oggi a Scienze politiche oggi è blocco della didattica. Torna così ad agitare le lezioni il CUA -collettivo universitario autonomo  - che dalle ore 9 di stamane manifesta in facoltà "contro i saperi di guerra nelle università". Si richiamano così le recenti contestazioni contro il professor Angelo Panebianco, 'guerrafondaio' per il collettivo. 

Qualche momento di tensione si è registrato all'ingresso della Facoltà, dove alcuni studenti si sono scagliati contro gli attivisti del Cua, che impedivano loro l'accesso.  Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine, pronte ad intervenire per evitare ulteriori disordini.  Dopo quasi due ore di picchetto, i manifestanti hanno iniziato a disperdersi per poi dirigersi in via Zamboni e "picchettare" anche davanti al dipartimento di filologia e italianistica.

LA PROCURA, dopo la protesta di questa mattina alla Facoltà Scienza Politiche, aprirà un facicolo per interruzione di pubblico servizio e anche per violenza privata, visto che ci sarebbero stati spintonamenti in occasione del picchetto. In merito si è espresso il Procuratore aggiunto Valter Giovannini, ribadendo che è "un diritto per gli studenti accedere alle loro facoltà".

La mobilitazione proseguirà anche nel pomeriggio. Il Cua infatti parteciperà al corteo cittadino, che si terrà in occasione dello sciopero indetto dai Si Cobas, insieme ad altri sindacati di base, che vede tra le motivazioni dell'agitazione anche l'opposizione alla guerra.

"In queste settimane - ricorda il collettivo -  proprio a partire dall'università, abbiamo costruito i primi accenni di opposizione alle operazioni belliche. Anche dall'università sentiamo, quindi, la necessità di partecipare attivamente a questo sciopero. Ripartiamo dai blocchi. Quella stessa pratica che, in questi giorni, nelle scuole e nelle università della Francia si è estesa per contrastare il Jobs Act francese". 

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