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Blocco delle lezioni a Scienze Politiche: 'Studenti stanchi del CUA'

Il prorettore Degli Esposti si è trovato a mediare tra gli attivisti del Cua in presidio all'ingresso della Facoltà e gli studenti arrivati per frequentare le lezioni. Giovani Forza Italia: 'Finito il tempo del dialogo, ora esplusioni'

"Oggi è stata una brutta giornata". A dirlo il prorettore vicario dell'Alma Mater di Bologna, Mirko Degli Esposti, che questa mattina si è trovato a mediare tra gli attivisti del Cua in presidio all'ingresso della Facoltà di Scienze Politiche in  Strada Maggiore e gli studenti arrivati per frequentare le lezioni o sostenere un esame. 

"Impedire agli studenti di fare lezione è un fatto gravissimo", afferma Degli Esposti. I collettivi hanno anche chiuso con una catena l'uscita di sicurezza della Facoltà. lL'Alma Mater non sporgerà denuncia, anche se "rimaniamo a disposizione" della Procura, che sta già valutando se aprire un'inchiesta per interruzione di pubblico servizio e violenza privata. Potrebbe invece aprirsi un procedimento disciplinare nei confronti degli autori dei blocchi di questa mattina, se saranno identificati come studenti dell'Alma Mater. "Prepareremo un''istruttoria e poi sarà il Senato accademico a valutare", precisa il prorettore. 

Il prorettore si dice anche "stupito per un atteggiamento che ho definito conformista e reazionario" da parte del Cua. "L'Ateneo è il posto dove si osa, si rompono gli schemi, si dice l'indicibile e si esplora l'indecifrabile - afferma Degli Esposti - noi non abbiamo paura di questo. Ma loro... non capisco più il loro linguaggio, mi sembrano la parodia di Ecce Bombo. Non hanno il coraggio di pensare cose nuove, nuovi schemi e nuovi linguaggi. Anche tanti gli studenti gliel'hanno detto. Vorrebbero un mondo che non esiste più. Mi dispiace per loro, perchè sono giovani e pochi". Come Ateneo, in ogni caso, "siamo e rimaniamo apertissimi al dialogo- assicura - ma con loro non riusciamo più a parlare: hanno eretto un muro". 

Si fanno sentire anche i giovani di destra, che chiedono "espulsioni" nei confronti degli attivisti dei collettivi e giudicano "inadeguata" la risposta data fin qui dall'Università. Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d'Italia, in una nota "esprime la propria solidarieta'' a tutti gli studenti della facoltà di Scienze Politiche che questa mattina si sono visti negare la possibilità di accedere alla struttura e seguire le lezioni. Non è più tollerabile - si legge ancora - che quattro imbecilli facciano il bello e il cattivo tempo in quella che un tempo era uno dei fiori all''occhiello di Bologna e che oggi è il cortile dei giochi di centri sociali e collettivi". Ancora più "intollerabile", secondo i giovani Fdi, "è l''inadeguatezza dell''Università a porre fine a tutto ciò. Il tempo delle raccolte firme e del dialogo è finito, è tempo di espulsioni. Crediamo, inoltre, che per questi soggetti che usano la forza per protestare contro i presunti 'guerrafondai' al contrario, servirebbe reintrodurre la leva obbligatoria, per insegnargli cosa significa il rispetto per le istituzioni. (agenzia dire)

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