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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

'Il Sindaco non ha mantenuto le promesse': nuovo sciopero del pasto nelle scuole bolognesi

Non si tratta della prima iniziativa di questo tipo: il 5 maggio scorso i genitori indissero il primo stop mensa e i ragazzi arrivarono a scuola con il pranzo al sacco. Pronti a "fare il bis" il 21 novembre

Sciopero del pasto il 21 novembre nelle scuole bolognesi. A comunicarlo è l'Osservatorio Mense Scolastiche con una nota: "5 milioni di ragioni per chiedere che i bambini mangino meglio e che le famiglie paghino meno".

Non si tratta della prima iniziativa di questo tipo: il 5 maggio scorso i genitori indissero il primo stop mensa e i ragazzi arrivarono a scuola con il pranzo al sacco. Ora sono pronti a fare il bis poichè sarebbero otto le promesse non mantenute dal Sindaco Merola e dall'Amministrazione: tariffe più basse, rinvestimento utili Seribo (che gestisce il servizio mensa), nuovo bando che garantisca una mensa migliore.

UTILI. Secondo i dati n possesso dei genitori, sono 5,6 milioni gli utili che i soci privati di Seribo hanno incassato oltre ogni ragionevole livello di settore in questi anni in cui la società partecipata Seribo ha gestito la refezione scolastica a Bologna: "CAMST, socio privato di maggioranza, ha incassato tramite Seribo circa tutti i suoi utili a 1⁄6 livello nazionale" si legge nella nota "i genitori non hanno visto fare investimenti su strutture (nuovi centri pasti e ammodernamento macchinari) e qualità (biologico e menù migliori) pagando al tempo stessotariffe tra le più alte d’Italia. Le famiglie di Bologna sono quindi in credito verso Seribo e hanno 5 milioni di motivi per aspettarsi un netto cambiamento nel servizio che dovrà essere ridefinito ora con il nuovo bando di gara. Purtroppo ora non ci sono segni che questo netto cambiamento avvenga".

Alla base dello sciopero del 21 novembre "le promesse non mantenute dall’Amministrazione bolognese che si appresta a ridefinire il bando di gara per i prossimi 10 anni senza voler, nei fatti, condividere un percorso sul futuro della refezione scolastica bolognese con coloro che pagano il servizio e cioè i genitori dei bambini. Dopo lo sciopero del 5 maggio il Sindaco Virginio Merola aveva fatto promesse eclatanti accogliendo, con una dichiarazione pubblica, tutte le richieste dell’Osservatorio. Prendiamoatto che nessuna delle promesse fatte lo scorso 15 maggio è stata mantenutacompiutamente a 3 mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico".

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In sintesi "Queste 8 promesse si sono trasformate dopo sei mesi in 8 bugie": 1) Biologico. Rispetto della LR 29/2002 che richiede che il 70% delle materie prime sia biologico (ora portata al 100% con delibera regionale n. 140 del 24 sett.2013). 2) Limite agli utili Limite agli utili di Seribo in modo che i soldi pagati dalla famiglie non vadano a remunerare in maniera spropositata la società partecipata Seribo che deve innanzitutto assolvere a una funzione pubblica (fornire pasti di qualità ai bambini a prezzi accessibili per le famiglie). 3) Eliminazione della plastica. Completa eliminazione della plastica dalla mensa scolastica. 4) Trasparenza. Totale trasparenza e accesso ai dati e alle schede tecniche degli alimenti.5) Clausola di salvaguadia . Sperimentazione dell’applicazione del principio della clausola di salvaguardia che permetta a una scuola di sperimentare altre forme di fornitura pasti. 6) Conguaglio tariffe. Restituzione dei soldi pagati indebitamente dalle famiglie con il nuovo sistema sperimentale di tariffazione a consumo. 7) Accantonamento utili Seribo 2013. A fronte della spropositata quantità di utili prodotta da Seribo negli ultimi anni, l’utile del 2013 non deve essere spartito tra i soci ma essere finalizzato all’investimento per la  costruzione del nuovo centro pasti. 8) Modifica del regolamento comunale delle commissioni mense. Attribuire maggiore potere di vigilanza e controllo ai genitori sul servizio di refezione scolastica in breve tempo. 

"Alle promesse non mantenute si aggiunge un netto rifiuto a ridiscutere le tariffe che sono tra le più care in Italia, e un totale silenzio sul nuovo bando di gara nonostante le nostre ripetute richieste di fare partecipare i genitori all’elaborazione del capitolato del servizio che dovrà presto essere fatto (l’Osservatorio ha prodotto una proposta nel novembre 2013 rendendola nota all’Amministrazione)". Due binari morti dunque "su cui non abbiamo registrato alcuna disponibilità a cambiare la situazione e a un vero e proprio buco nero ovvero quale sia il progetto delll’Amministrazione per il nuovo bando di gara per il funzionamento del servizio di refezione scolastica nei prossimi anni. Per queste ragioni crediamo che le famiglie di Bologna siano in credito verso Seribo per tutti i soldi che hanno pagato. Queste risorse invece di trasformarsi in maggiore qualità della mensa si sono unicamente trasformate inlauti dividendi per i soci, la cui parte privata ha guadagnato oltre ogni ragionevole margine di profitto incassando oltre 5 milioni di utili"

BANDO. I genitori hanno chiesto in data 4 novembre 2014 la convocazione di una commissione mensa cittadina d’urgenza come da facoltà prevista da regolamento. L'Osservatorio riporta anche gli utili realizzati da Seribo: "il 90% del socio privato CAMST&ELIOR e il 10% del Comune di Bologna: Anno 2003 € 236.632,65, Anno 2004 € 568.196,43, Anno 2005 € 328.055,15, Anno 2006 € 321,529,47, Anno 2007 € 344.727,12, Anno 2008 € 623.542,04, Anno 2009 € 863.636,15, Anno 2010 € 1.046.490,15, Anno 2011 € 959.884,80, Anno 2012 € 1.292.416,85, Anno 2013 € 1.524.000,00".

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