Sciopero riders, corteo blocca traffico sui viali: "No all'accordo truffa"

Riders Union Bologna in sciopero nell'ambito della giornata di mobilitazione globale contro i giganti del cibo a domicilio

Traffico in tilt e viali bloccati per il passaggio del corteo dei riders di Bologna. I ciclofattorini sono scesi  in piazza Nettuno per uno sciopero contro "l'accordo truffa siglato da Ugl e Assodelivery (che gestisce le grandi piattaforme di consegna a domicilio, ndr)", aderendo anche alla giornata di sciopero transnazionale voluta dai ciclofattorini latinoamericani e che coinvolge oltre 22 Paesi nel mondo.

"Oltre a questo sciopero generale, qui abbiamo colto la palla al balzo per opporci all'accordo pirata siglato da ugl e Assodelivery, perché riteniamo che Ugl non sia un sindacato rappresentativo", spiega Riccardo Mancuso, di Riders Union Bologna. Mancuso spiega che la protesta, tra le altre cose, si oppone ad una "retribuzione non congrua". Sono 10 euro per ora lavorativa, ma per 'lavorativo' si intende il tempo che un fattorino impiega dal ristorante alla casa del cliente, senza però tenere conto dei tempi di attesa tra una consegna e l'altra, tra il possibile ritardo nella preparazione del cibo e i problemi che si possono avere durante una consegna, tra traffico e altri problemi di trasporto.

"Il tempo di lavoro è calcolato da un algoritmo che stima il tempo che ci dovremmo mettere a fare una consegna", spiega Mancuso. 'Sfruttando' il nuovo contratto tra sindacato e Assodelivery, un attivista bolognese spiega che, ad esempio, "Deliveroo ha già annunciato che introdurrà il free login per i suoi rider, togliendo quelle poche garanzie che c'erano rispetto al salario e aprendo alla guerra di tutti contro tutti per racimolare qualche consegna".

"Invitiamo tutti i clienti a non ordinare oggi dalle piattaforme di food-delivery come segno di solidarietà con i rider in lotta - gridano gli attivisti - chiediamo anche il ritiro immediato del contratto truffa targato Ugl-Assodelivery. Pretendiamo un salario orario, un monte ore garantito, diritti sindacali, ferie e malattia pagati. Finché non avremo conquistato tutto quello che ci spetta non ci fermeremo".

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