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Scuola, "Azzolina dimettiti": la protesta in piazza a Bologna | VIDEO

La mobilitazione promossa dal sindacato di base Usb in concomitanza con le proteste a livello nazionale

 

Sciopero della scuola stamattina anche a Bologna, con un presidio dell'Usb e degli studenti di Noi Restiamo e Osa sotto la Prefettura in piazza Roosevelt.

Diverse le ragioni dello sciopero: risorse, assunzioni, spazi idonei, graduatorie sbagliate. E una, diretta, rivolta alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina: "Dimettiti" ma anche critiche alle aule del padiglione 34 in fiera "inadeguato" e "non ideoneo" all'insegnamento.

Le ragioni dello sciopero

"Quest'anno per il personale ATA – dichiara Usb – è aumentata a dismisura la mole di lavoro causa emergenza Covid a fronte degli stipendi più bassi del pubblico impiego (un collaboratore scolastico guadagna poco più di mille euro al mese). Le mansioni di pulizia degli spazi scolastici hanno comportato un aumento di responsabilità e lavoro anche causato dalla strutturale mancanza di assunzioni a tempo indeterminato".

"La scuola è iniziata - continua il sindacato - e nemmeno i precari sono stati assunti, così tecnici, amministrativi e collaboratori scolastici in attesa dei nuovi colleghi si sobbarcano un lavoro aggiuntivo sapendo che sarà scarsamente compensato dai fondi di istituto ridotti di anno in anno alle briciole per compensare straordinari e mansioni aggiuntive".

"I dirigenti scolastici nel frattempo impongono la pulizia, la disinfezione, l'igienizzazione di metri e metri quadrati di spazi, aule, bagni a un personale che da anni è sotto organico, ultracinquantenne è spesso con problemi di salute. Una tensione lavorativa ed emotiva non indifferente. Le segreterie scoppiano di lavoro con un numero di amministrativi ridotto al minimo storico costretti a lavorare in ambienti ristretti, a stretto contatto anche con l'utenza dove l'unica tutela è un paravento in plexiglass. Per non parlare degli assistenti tecnici che troviamo spesso ridotti a una unità per ogni scuola e ai quali si chiede di sopperire alle esigenze digitali e tecnologiche di centinaia di lavoratori e studenti".

"La riapertura delle scuole è iniziata con mille difficoltà delle quali nessuna imputabile ai lavoratori della scuola i quali rischiano di subire anche una perdita dei propri diritti contrattuali attraverso i cosiddetti contratti covid che prevedono di rimanere senza stipendio e senza disoccupazione in caso di nuovo lockdown. Per tutti questi motivi il personale ATA sciopererà il 24 e il 25 settembre. Perché vogliamo una scuola di qualità per i nostri studenti, una scuola in cui lavorare in sicurezza, una scuola in cui vi siano maggiori diritti e tutele per tutti".

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