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Scontri in piazza Puntoni, la Procura chiede il processo per 23 attivisti

L'indagine seguita agli scontri davanti alla mensa universitaria dell'ottobre scorso contesta anche a 17 attivisti la tentata estorsione

La Procura della Repubblica di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per 23 attivisti, protagonisti assieme ai reparti mobili degli scontri seguiti alla protesta del cosiddetto 'caro mensa', in Piazza Puntoni. 

Organizzata dal Cua - Collettivo Universitario Autonomo lo scorso autunno, l'iniziativa sfociò in cariche da parte dei reparti mobili, che fronteggiavano una cinquantina di militanti alcuni dei quali armati di padelle.

Per 17 persone inoltre si contesta anche la tentata estorsione, perché gli attivisti -secondo la Procura- avrebbero bloccato l'ingresso di fatto dopo che gli addetti si erano rifiutati di applicare degli sconti alle tariffe dei pasti.

L'atto procedimentale, firmato dai Pm Scandellari e Gustapane, è sul tavolo del Gip, che però aveva già respinto l'impostazione della Procura sulla tentata estorsione, sebben solo in sede di misure cautelari da addebitare.

Gli altri imputati dovranno rispondere anche a vario titolo di interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, manifestazione non preavvisata, getto pericoloso di cose e porto di oggetti atti a offendere.

Per alcuni militanti partecipanti ai tafferugli sono peraltro già arrivate diverse sentenze e condanne: uno studente e' stato condannato a un anno e quattro mesi in appello, gli altri due sono stati assolti qualche mese fa.

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