Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Zona Universitaria / Piazza Giuseppe Verdi

Scontri in Piazza Verdi: dopo le indagini della Digos, denunciate 25 persone

Denunciati e indagati per manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, a seguito dello scontro studenti-polizia di lunedì

Venticinque i denunciate per i tafferugli di lunedì scorso in piazza Verdi. Le prime indagini svolte dalla sezione investigativa della Digos, diretta da Salvatore Calabrese, sono già state consegnate alla Procura. Si attendono ulteriori approfondimenti e i risultati degli accertamenti sugli episodi, simili, di giovedì scorso.

Gran parte dei denunciati sono appartenenti ai collettivi Cua e Cas, anche se al loro interno sono stati riconosciuti pure esponenti di Hobo, Crash e Tpo. Diversi di loro hanno precedenti per reati di piazza. Sei attivisti sono indagati per manifestazione non autorizzata, perché considerati i promotori dell'iniziativa. Quindici per resistenza a pubblico ufficiale, cinque di loro anche lesioni. Vengono contestati anche getto pericoloso di cose, danneggiamento, accensioni o esplosioni pericolose, porto abusivo di armi improprie, uso di oggetti atti a rendere difficoltoso il riconoscimento.

Lunedì la manifestazione dei collettivi, che volevano - e alla fine sono riusciti, per l'arretramento delle forze dell'ordine - a tenere un'assemblea in piazza Verdi, aveva avuto un bilancio di 20 contusi, tra polizia e carabinieri, vittime di un fitto lancio di bottiglie. Proprio da una bottiglia era stato colpito e ferito al capo un fotoreporter.

LA LETTERA DI UILPOLIZIA. "A Bologna come in Val di Susa ed in tutta Italia i poliziotti sono stanchi di essere mandati allo sbaraglio". Lo scrive Uilpolizia Bologna, in una lettera aperta ai poliziotti dei reparti mobili. "Cari colleghi in giro c'é ancora chi pensa che siete pronti ad abboccare a qualsiasi esca e così un giorno dice che un certo modo di gestire - o meglio di non gestire l'ordine pubblico - è cosa buona e giusta poi, a distanza di due mesi e mezzo, anche se finalmente si rende conto di aver commesso un grosso errore, tenta però di spostare l'attenzione su livelli politici lontanissimi". "Come i dirigenti delle Questure - prosegue - avete infatti frequentato specifici corsi dove vengono insegnate regole chiare e precise: la prima tra queste è che, per la sicurezza di tutti, va evitato nella maniera più assoluta qualsiasi contatto fisico con i manifestanti". Invece a Bologna, "con una gestione tecnica dell'ordine pubblico ancora una volta fallimentare e proprio come avvenuto a metà febbraio, per dare qualche contentino a qualcuno i colleghi sono stati immolati".

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