Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Zona Universitaria / Piazza Giuseppe Verdi

Scontri in Piazza Verdi, il Sindacato Polizia: "Non dobbiamo pagare le colpe della Uno bianca"

Proposte e reazioni all'indomani dell'ennesimo scontro tra colletivi e forze dell'ordine in zona unversitaria. La Procura: "Attribuire condotte illecite di tipo individuale"

20 contusi, il bilancio dei tafferugli di ieri pomeriggio nelle fila di polizia e carabinieri che sono venuti a contatto con i collettivi universitari, e sono stati bersagliati da un fitto lancio di oggetti. Tra i poliziotti - ha fatto sapere la Questura - hanno avuto necessità di cure anche due funzionari. Tra i militari, il più grave ha ricevuto una prognosi di 18 giorni per una lesione ad una gamba.

"Mi auguro che di fronte a questa ennesima aggressione premeditata e annunciata da parte di questo gruppo di spavaldi e, spero non tutelati facinorosi, ci sia un'azione giudiziaria che renda giustizia alla città di Bologna, ai suoi cittadini e a tutti i poliziotti che quotidianamente si sacrificano per l'ordine e la sicurezza pubblica di questa splendida città". Così in una nota il segretario generale del sindacato Siulp, il sindacato operatori di polizia, Felice Romano, in riferimento agli scontri di ieri sera tra collettivi universitari e forze dell'ordine, in piazza Verdi. Il Siulp auspica anche "che i poliziotti del terzo millennio, per qualcuno non debbano ancora pagare le colpe della Fiat Uno bianca perché, se così fosse i danni si stanno facendo alla città, ai bolognesi e alla democrazia. Se invece é solo una questione politica tra chi governa la città e questo gruppo di violenti, allora è bene che intervenga il ministro Alfano ed eviti che per una controversia sul rispetto di regolamenti comunali, a rimetterci le 'penne' siano come al solito i poliziotti. Perché sono stanchi e la misura è colma" Il segretario esprime quindi solidarietà e vicinanza "ai colleghi del reparto Mobile e della Polizia di stato di Bologna" e scrive di aspettarsi (facendo probabilmente riferimento al caso di un agente del reparto mobile condannato per aver colpito con una manganellata una manifestante) "che lo stesso rigore utilizzato nel giudicare i poliziotti sia applicato anche nei confronti di quanti verranno segnalati dalla Questura di Bologna quali organizzatori, partecipanti e complici dell'aggressione subita dalla Polizia e dalla città di Bologna".

Ieri polizia e carabinieri, dopo un contenimento con scudi e manganelli, sono arretrati sotto un fitto lancio di bottiglie del corteo, che ha invaso la piazza. Una decina sono stati i contusi. Già giovedì scorso la zona universitaria era stata al centro di un pomeriggio di tensione, anche in quel caso con tafferugli.

"La Procura opererà come sempre con la dovuta celerità, non appena arriveranno i rapporti di polizia giudiziaria che comunque, oltre ad una generica ricostruzione dei fatti, devono cercare di attribuire condotte illecite di tipo individuale, lavoro non semplice, né breve quando si tratta di incidenti di piazza". Lo ha spiegato Valter Giovannini, procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna. "Alcune decine di persone non possono tenere in ostaggio l'intera zona universitaria", aveva detto Giovannini dopo quegli episodi. "Confermo quello che ho detto in precedenza, i fatti sono lì a dimostrarlo", ha proseguito. A chi gli ha chiesto se sarà aperta un'inchiesta specifica sulla questione, Giovannini ha risposto che "per il momento i fatti devono essere perseguiti singolarmente".

"Lo schieramento degli operatori di Polizia a tutela dell'ordine pubblico e soprattutto il loro intervento è l'ultima, non l'unica risposta possibile". Lo sostiene in una nota Andrea Del Ferraro, segretario regionale dell'Emilia-Romagna dell'associazione nazionale funzionari di polizia "L'uso degli spazi pubblici - prosegue Del Ferraro - non si può ridurre semplicisticamente ad un problema di Polizia: si deve trovare il punto di equilibrio tra il diritto alla libera manifestazione del pensiero e il diritto alla quiete ed al riposo, attraverso il confronto, il dialogo, la ricerca di soluzioni tra interessi contrapposti". Le forze di Polizia, assicura "saranno sempre schierate a difesa della legalità, senza cedimenti, ma ciò che sta accadendo rischia di diventare un sistema di risposta ai problemi sull'onda emotiva dell'emergenza, senza trovare una soluzione duratura al problema che da troppo tempo contraddistingue questa città". L'auspicio è "che lo spazio di tutti sia da tutti vissuto con il rispetto delle esigenze dell'altro". Ancora una volta, dice infine la nota "ci si chiede se i diritti della collettività possano essere calpestati da chi ritiene che i propri interessi, quand'anche legittimi, prevalgano sempre e comunque sugli altri".

IL RETTORE. "Sono il primo a riconoscere il diritto primario e fondamentale di riunirsi in assemblea per parlare, ascoltare, discutere; parimenti intendo ribadire la necessità di garantire il rispetto, altrettanto primario e fondamentale, delle regole elementari che assicurano la piena fruibilità di quel bene pubblico che è Piazza Verdi. Bene comune, cioè di tutti: studenti, docenti, tecnici amministrativi, cittadini, residenti, esercenti, operatori culturali, ospiti. Questo è il principio che sta alla base della convivenza civile e soprattutto della storia e della vocazione dell'Università. Tutti siamo consapevoli che su Piazza Verdi va girata pagina; a questo proposito, come Rettore, invito tutti gli studenti a contribuire con il loro senso civico e con la loro intelligenza a migliorare la vivibilità e la qualità di una Piazza tanto prestigiosa quanto storicamente martoriata, perché essa da simbolo negativo diventi simbolo positivo".

LE REAZIONI DELLA POLITICA. "Vedere le forze dell'ordine circondate e sopraffatte in piazza Verdi fa capire che al peggio non c'é mai fine, fa capire che la città è fuori controllo, fa capire che esiste qualcuno più forte delle istituzioni. Queste persone sono come i mafiosi, combattono contro lo Stato e le sue regole, contro la civiltà e l'educazione. Siamo allo sbando completo". E' lo sfogo, affidato a Facebook, di Marco Lisei, consigliere Pdl in comune a Bologna, dopo gli ultimi scontri tra polizia e collettivi studenteschi in piazza Verdi di ieri sera. "Se la novità è intervenire e far fare allo Stato figure di questo tipo meglio alzare bandiera bianca - prosegue Lisei - Esercito, idranti, fogli di via, contestazione di reati associativi, tante sono le proposte che abbiamo fatto, nessuna mai ascoltata. Questo il risultato".

"Una cosa da fare subito in via Zamboni: spostare la facoltà di lettere". A chiederlo il capogruppo della Lega in Comune Manes Bernardini che, dopo i primi scontri tra collettivi studenteschi e polizia della scorsa settimana, aveva invocato una specie di 'daspo' universitario per i violenti. "Cominciamo a togliere qualche pezzetto, trasferendolo lontano dal centro storico", scrive su Facebook, ribadendo la proposta: "Subito identificazione ed espulsione dall'Università di Bologna degli studenti rei di manifestazioni violente e degli scontri di questi giorni".

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