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Scontri in Università, Merola: "Protesta-farsa, 'tornelli' scelta sacrosanta"

Il mondo politico e civico si esprime sui disordini di ieri in zona U. Otello Ciavatti: "poliziotti in biblioteca? non è stata una 'mossa' geniale" Borgonzoni: "Ora processi veloci per i facinorosi"

Il giorno dopo la giornata che ha visto la zona universitaria di piazza Verdi e dintorni scenario di tafferugli tra polizia, collettivi, e studenti arrivano le prime reazioni dal mondo politico. "Siamo di fronte a una protesta - violenta - che attacca la scelta di installare i tornelli all'ingresso di una biblioteca universitaria" è il commento del Sindaco Virginio Merola, che aggiunge: "Una scelta sacrosanta che non inficia in alcun modo il diritto allo studio e la possibilità di frequentare liberamente le strutture universitarie". Per Merola gli scontri di ieri non hanno nulla a che vedere con i precedenti storici del '77 (di cui quest'anno corre il quarantennale, ndr), e le azioni dei collettivi hanno prodotto effetti opposti a quelli desiderati. "Credo -riprende il Sindaco- che non sia stato facile per il Rettore autorizzare l'ingresso delle forze dell'ordine all'Università: gli esprimo la mia solidarietà. Così come esprimo tutta la mia solidarietà alle migliaia e migliaia di studenti che ogni giorno studiano, frequentano le lezioni, sostengono esami, e che nulla hanno a che fare con azioni velleitarie e violente che invocano quasi la repressione per dare un senso alla loro esistenza".

Di ferma condanna è anche la posizione del parlamentare bolognese del Pd, Andrea De Maria, e chiede "rigore e serietà, senza strumentalizzazioni e senza drammatizzazioni". Alle Forze dell'ordine, dichiara il dem, "impegnate in un contesto difficile, va tutto il mio apprezzamento e la mia solidarietà".

La consigliera leghista Lucia Borgonzoni invoca pene rapide e severe, e plaude alla raccolta firme degli studenti che si sono dissociati dall'operato dei collettivi. "Bene fanno gli studenti a far sentire - con una raccolta firme - la propria  voce e a spiegare così, che la stragrande maggioranza di loro non tollera più il caos e i danni creati ad arte dai collettivi. Ora però sta anche ai Giudici fare la loro parte e portare il più velocemente possibile chi è stato identificato a processo, altrimenti questi ragazzotti continueranno a pensare di restare impuniti per sempre, "premiati" magari dalla scadenza dei termini. Pieno sostegno alle Forze dell'Ordine per  come hanno gestito l'operazione".
 

Di "episodio cileno" parla invece il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che continua: "Evidentemente la privatizzazione del sapere procede di pari passo con la chiusura degli spazi, in un processo di distruzione dell'universita' pubblica. Chiediamo le dimissioni del rettore, che ha permesso questo scempio e del ministro degli Interni. La nostra solidarieta' agli studenti che difendono il sapere come bene comune". 

"Ci sono cose che vanno evitate come la peste. Una di queste sono le cariche della polizia contro gli studenti". È quanto invece dichiara il senatore Francesco Campanella (Sinistra Italiana - Altra Europa con Tsipras), che nota come "gli studenti abbiano cercato strade pacifiche per far sentire la propria opposizione all'introduzione dei tornelli alla biblioteca di Studi Umanistici, all'ormai tristemente famoso civico 36 di via Zamboni, a Bologna. Ma non sono stati ascoltati". Campanella osserva come "far sgomberare una biblioteca dalla polizia in assetto antisommossa è una scena inguardabile".

L'eurodeputato e leader leghista Matteo Salvini invece non le manda a dire, e in un duo sfogo su Facebook getta benzina sul fuoco: "Spero che qualche figlio di papa' abbia avuto la lezione che merita, e che certa gentaglia passi qualche giorno nelle italiche galere".

Il civico Manes Bernardini, capogruppo in Comune di Insieme Bologna, ha affidato i suoi commenti ai social network, ieri sera, a scontri ancora in corso: "Studenti facinorosi fuori dall'Università. Espulsione subito"

Singolare invece la posizionie di Otello Ciavatti, presidente del Comitato Piazza Verdi, che in un commento spiega: "I tornelli sono un tentativo maldestro e superficiale per affrontare un controllo sugli spazi della biblioteca. Scelte sbagliate inducono reazioni a loro volta discutibili ma scatenare centinaia di poliziotti dentro una biblioteca non sembra un'idea geniale specie nell'anno del quarantesimo anniversario dell'uccisione di Lo Russo. Se si usasse -continua Ciavatti- un decimo della potenza usata contro i collettivi studenteschi contro i criminali dello spaccio e della corruzione avremmo meno citta che assomigliano a Beirut".

E mentre il Rettore Francesco Ubertini mantiene silenzio stampa sulla vicenda, l'università affida le sue osservazioni al prorettore vicario Mirko Degli Esposti, in un commento a margine di una conferenza stampa: "Quando succedono cose del genere si è tristi e si perde, si perde tutti. Adesso, certamente la biblioteca eà devastata, il 36 è chiuso e non possiamo riaprirlo. La cosa importante è che non succeda più quel che è successo ieri: chiediamo a tutti gli studenti di essere consapevoli della situazione, di informarsi di quel che vogliamo fare nelle nostre strutture. Per far sì che non succeda più".

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