San Benedetto, progetto case studenti: collettivo imbratta la stazione

Distribuiti anche volantini. Presentata denuncia ai Carabinieri

La scritta su un muro della stazione

"Unibo ti sbologna: i ricchi in centro, i poveri al confino" è la scritta compara nei giorni scorsi su un muro in pietra della stazione di San Benedetto Val di Sambro, a firma del collettivo 'Noi Resistiamo'. Azione seguita dalla diffusione di altrettanti volantini, e tutto è stato denunciato ai Carabinieri della locale stazione.

La vicenda è più complessa di quanto si possa immaginare, perchè se a Bologna è quasi impossibile trovare un alloggio, tanto che molti studendi rinunciano a rimanere trasferendosi in altre città, a San Benedetto Val di Sambro da tempo il sindaco Alessandro Santoni sta cercando di portare avanti politiche abitative, che rilancino anche il territorio. O meglio, essendoci nel Comune numerose case sfitte, ed essendo questo fornito di stazione, l'idea è stata quella di realizzare un progetto rivolto soprattutto ai giovani universitari, che permette a di trasferirsi nel piccolo territorio dell'Appennino, a prezzi agevolati. 

Sui volantini sparsi dal collettivo, così come spiega una nota del Comune, si legge: "...questa non è che una ridicola soluzione abitativa per gli studenti e una falsa speranza di ripopolamento e di aggiunta di servizi per il paese, servizi che dovrebbero esserci a priori e non solo quando è possibile una valorizzazione economica", arrivando a definire l’Appennino “un confino” a più di un’ora e mezza dall’Università".

Immediata la presa di posizione di Confedilizia, che con Elisabetta Brunelli in Monzani, presidente di Ape Bologna (Associazione Proprietà Edilizia) ha risposto : "Grazie all'attività di Unibo e del sindaco di San Benedetto Val di Sambro Santoni gli studenti universitari riscoprono le bellezze paesaggistiche, il piacere dei sapori antichi e la cordialità di noi montanari".

Il sindaco 

"Al di là dell’atto vandalico, che ovviamente condanniamo perché ci sono strumenti più degni per esprimere le proprie opinioni - spiega il primo cittadino - mi piacerebbe avere con questi ragazzi un confronto civile. Li invito a venire a San Benedetto a cena con noi, perché è evidente che non conoscono il nostro territorio. Noi non ci sentiamo affatto al confino, per raggiungere Bologna non ci vuole un’ora e mezza ma meno della metà del tempo, e non abbiamo mai pensato di sfruttare gli studenti universitari meno facoltosi per migliorare i nostri servizi. Abbiamo solo provato a mettere in contatto la domanda forte di alloggi a Bologna, dove i prezzi sono proibitivi, con l’offerta che c’è in Appennino. D’altronde, siamo una Città metropolitana, dovremmo ragionare come tale: non credo proprio che tutti gli studenti della Columbia University vivano a Manhattan. Sono sicuro che qualcuno che fa mezz’ora o più di metropolitana c’è anche lì come a Londra o a Parigi".

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