A scuola il 14 settembre: per creare nuove aule si usano anche i refettori

Previsti anche "spazi-covid" dove far sostare lo studente in caso di insorgenza di febbre. Tutti gli interventi negli istituti bolognesi

Al termine del censimento e dei sopralluoghi fatti in queste settimane, il Comune di Bologna ha programmato su 82 plessi scolastici, al netto delle materne, interventi di edilizia leggera in 33 casi e in due casi interventi minimali. In 47 plessi, invece, non ci sarà bisogno di alcun cantiere. Lo spiega l'ingegner Simone Stella, durante la commissione Scuola di oggi a Palazzo D'Accursio, per rispettare le norme sul distanziamento (almeno 1,97 metri quadrati a bambino), è stato necessario prevedere un incremento del 10% degli spazi. Il Ministro dell'istruzione Lucia Azzolina, a margine dell'incontro presso l'ufficio scolastico regionale, aveva confermato che la questione spazi era stata praticamente risolta.

A conti fatti, quindi, "dovevamo recuperare 94 aule, ovvero cinque scuole Carducci" spiega Stella "saranno allargate le attuali aule utilizzando i disimpegni. Gli interventi saranno strutturali, anche finita l'emergenza covid- precisa perchè sarà creata comunque una maggiore vivibilità dentro la classe". In alcuni istituti saranno sfruttati i refettori: su 63 saloni per il pranzo, 51 rimarranno in uso con le limitazioni previste, mentre 12 saranno recuperati per creare 43 aule. "I refettori sono spazi molto difficili- sottolinea Stella- col distanziamento c'è il problema di aumentare i turni e non è facile", quindi in questo caso, gli alunni dovranno mangiare in classe.

Alle Fortuzzi ad esempio, la palestra sarà trasformata in due aule. "Le palestre sono un altro punto critico- spiega Stella- perchè quasi sono tutte utilizzate dalle associazioni in orario extra-scolastico. Alla fine dobbiamo sacrificarne solo una: quella delle Fortuzzi era già molto piccola". L'attività ginnica "si può fare all'esterno".

Gli interventi saranno realizzati dal Comune attraverso il contratto global edilizia, ma "alcuni sono già iniziati, laddove non abbiamo alcun dubbio". Nelle scuole sono anche previsti "spazi-covid" dove far sostare lo studente in caso di insorgenza di febbre.

Come conferma l'assessore alla Scuola del Comune, Susanna Zaccaria, dunque, la situazione degli istituti di Bologna non è preoccupante dal punto di vista edilizio. Stessa cosa per le scuole superiori, come assicura il consigliere delegato della Città metropolitana, Daniele Ruscigno. Nei prossimi giorni inizieranno i lavori di adeguamento del padiglione 34 in Fiera.

"Ad oggi abbiamo richieste dal Pacinotti-Crecenzi-Sirani e dal Minghetti, oltre che per l'istruzione per adulti- spiega Ruscigno- in settimana chiude la call, per poi partire con gli allestimenti, ma non escludiamo altre domande". Oltre al padiglione in Fiera, sono previsti interventi "in una ventina di istituti". Per la maggior parte si tratta di interventi leggeri, afferma Ruscigno, ad esempio unificando aule troppo piccole, dividendo ambienti più larghi, riqualificando i bagni e realizzando nuovi ingressi. Questo per lo più vale per le scuole "nella città di Bologna e nei Comuni della prima cintura", mentre abbiamo "pochissimi problemi di spazi" in provincia, comunque "compensati con accordi con gli enti locali". Per questi interventi, la Città metropolitana ha stanziato in tutto 1,3 milioni di euro (fondi del programma Pon - Programma Operativo Nazionale), a cui si aggiungono altri 900.000 euro per il noleggio dei moduli di bioedilizia. Grazie a questo piano, dunque, "abbiamo raggiunto l'obiettivo di garantire massimamente la didattica in presenza- afferma Ruscigno- abbiamo eliminato la parte del problema che riguarda gli spazi, ora rimangono i temi del personale e dei trasporti, da potenziare". (dire)

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