Scuola e chiamate ai docenti, il coordinamento precari: "Noi fannulloni? Le convocazioni sono state un pasticcio"

Gli insegnanti rispondono così alle parole del direttore dell'ufficio scolastico regionale, che nei giorni scorsi aveva indicato Covid e reddito di cittadinanza come possibili cause del massiccio rifiuto alle chiamate per le cattedre

Un meccanismo delle graduatorie farragginoso e al limite del paradosso. Questa, secondo il coordinamento dei precari della scuola di Bologna e Modena è la motivazione alla base del caos cattedre che sta investendo la scuola pubblica, a ormai tre settimane dall'avvio ufficiale delle lezioni. 

I precari in particolare ce l'hanno con il direttore dell'ufficio scolastico regionale Stefano Versari, che alla stampa locale aveva dato l'opinione che la causa delle tantissime rinunce all'incarico da parte dei docenti chiamati fosse da ricercare nella paura del contagio e nell'esistenza del reddito di cittadinanza. (Versari aveva affrontato il tema anche sul sostegno, obiettando che la causa sarebbero anche la mancanza di docenti con i titoli adeguati, e per questo aveva spronato l'Ateneo a riattivare i corsi professionalizzanti).

Il coordinamento dei precari però non ci sta e risponde: "Le cattedre sono ancora vuote perché le nuove graduatorie provinciali sono state un pasticcio: form per compilare la domanda che cambiano in corso d'opera, uffici scolastici sotto organico che in tempi strettissimi hanno dovuto valutare le domande, punteggi sbagliati".

E ancora: "Le cattedre sono ancora vuote perché anche le convocazioni sono state un pasticcio, partite in ritardo e gestite sicuramente non al meglio, con piattaforme telematiche che non hanno funzionato come dovevano. Inoltre, come avevamo già segnalato in tempi non sospetti, gli uffici scolastici di Bologna e Modena hanno previsto inizialmente un numero assolutamente non congruo di candidati e quindi hanno poi dovuto procedere alla seconda e alla terza tornata di convocazioni, con conseguenti tempi molto lunghi, facendo slittare ulteriormente le convocazioni".

quanto ai numeri-monstre forniti nei giorni scorsi, la replica è che "non si è tenuto assolutamente conto del fatto che spesso le stesse persone sono iscritte a diverse graduatorie. Ci chiediamo se questo sia stato considerato quando sono stati divulgati i numeri, e se qualcuno si sia posto il problema di verificare se quelle che sono state chiamate "rinunce" non siano in realtà persone che hanno già preso cattedre in altre graduatorie".

In sostanza, spiegano ancora i docenti precari bolognesi e modenesi "le cattedre sono vuote perché da anni non c'è in Italia la volontà politica di trasformare l'organico di fatto in organico di diritto, di stabilizzare i precari e le precarie della scuola, di mandare a regime un serio e stabile percorso di reclutamento dei docenti, che non cambi ogni volta che cambia un ministro - come il dott. Versari stesso ha giustamente sottolineato in un suo recente intervento in università".

In conclusione per il coordinamento "il 14 settembre è stata solo una falsa partenza di anno scolastico, ma è ingiusto cercare un capro espiatorio nel docente precario che non risponde alle convocazioni. Per volere del personale sempre a disposizione, bisognerebbe assumerlo a tempo indeterminato".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nuovo Dpcm, le misure in arrivo e le regioni a rischio maggiore (Emilia Romagna tra queste)

  • Nuovo Dpcm, seconde case e nuove regole: tutte le risposte

  • Red Ronnie contro la serie su San Patrignano: "Solo aspetti negativi, ma molti sono ancora vivi grazie a Muccioli"

  • Schivata la zona rossa, l'Emilia Romagna resta arancione

  • Dpcm e zona arancione, fioccano multe per violazione del coprifuoco e uscita dai comuni di residenza

  • Coronavirus, i casi del 13 gennaio: calano i contagi a Bologna e in Emilia-Romagna

Torna su
BolognaToday è in caricamento