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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Scuola, dad e chiusure: "Disagio tra i giovani aumenta, +18 per cento i disturbi alimentari"

uno studio del Sant'Orsola da giugno a dicembre scorsi ha fatto emergere un picco di nuovi accessi per alcune patologie stress-correlate

Cresce il disagio psicologico degli adolescenti a Bologna a causa della pandemia. E un campanello d'allarme arriva anche dal Policlinico Sant'Orsola di Bologna, che da giugno a dicembre 2020 ha rilevato un aumento del 18% di richieste di aiuto per disturbi alimentari.

A dirlo è Leonardo Sacrato, psicologo della neuropsichiatria infantile del Sant'Orsola, intervenuto oggi in commissione Scuola del Comune di Bologna. "Per disturbi dei comportamenti alimentari -spiega Sacrato- dal giugno al dicembre 2020 abbiamo registrato un incremento del 18% di accessi per le prime visite rispetto all'anno precedente. Per noi è un dato già significativo", ma in realtà i numeri "potrebbero essere anche molto più ampi -avverte lo psicologo- se non avessimo dovuto ridurre l'attività dell'ambulatorio" nei mesi scorsi per effetto delle restrizioni anti-covid.

Oltre ai disturbi alimentari, Sacrato segnala anche richieste di aiuto legate episodi di depressione, maggiore chiusura o anche aggressività. "Abbiamo visto inoltre recrudenze di situazioni precedenti -spiega lo psicologo- con pazienti che si aggravati dopo aver raggiunto un equilibrio e che abbiamo dovuto riprendere in carico".

Aumentano i disturbi alimentari

Del resto, sottolinea Sacrato, in questo anno segnato dalla pandemia "non c'è mai stato un recupero delle energie. E' come stare sempre in apnea, le boccate d'aria sono state davvero poche". In realtà, da parte degli adolescenti "non c'è stata una risposta univoca" a questa situazione, spiega lo psicologo.

"Isolamento e discontinuità hanno comportato risposte molto diverse nei ragazzi -afferma Sacrato- e qualcuno che è riuscito a organizzarsi è anche contento di questa situazione". Ma molti altri soffrono un profondo disagio, come conferma anche Gloria Bergamini, referente dello sportello ascolto del liceo Fermi di Bologna.

"Quest'anno ho avuto più del doppio delle richieste di colloquio rispetto all'anno scorso- spiega- in questo momento sto seguendo 101 ragazzi e 53 genitori e ad oggi ho fatto 252 colloqui". I ragazzi, conferma Bergamini, "sono molto provati: molto più degli adulti". Soffrono per la mancanza di relazioni coi coetanei, ma anche non poter fare sport "mina la loro autostima".

"La Dad è pesantissima"

La dad "è pesantissima -continua la docente del Fermi- all'inizio hanno retto meglio, mentre adesso è diventata una routine e ostacola il rapporto tra i ragazzi e coi professori". Fare lezione al pc comporta "difficoltà di concetrazione" e "più ansia da prestazione", ma anche "mal di testa e bruciore agli occhi". E' però sempre l'aspetto psicologico a preoccupare di più. "Alcuni ragazzi, che erano vulcani in eruzione, si stanno spegnendo sempre di più e sono a rischio ritiro sociale -spiega Bergamini- altri, invece, sono sempre più nervosi e aggressivi. Molti sono smarriti, depressi, con l'ansia di portare il covid a casa e la paura del futuro. Fanno fatica a non crollare". (San/ Dire)

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