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Scuola, Ruscigno: "Con la curva Covid che sale, nuovi provvedimenti inevitabili”

Il consigliere della Città metropolitana con delega alla scuola: “ La dad funziona ma timori per le famiglie che non hanno device e spazi adeguati". Nodo da sciogliere, da dove terranno lezione gli insegnanti

Che direzione prende la scuola per arginare ulteriormente i fattori di rischio? In attesa del nuovo dpcm preannunciato e sommariamente anticipato dal premier Giuseppe Conte nella diretta di ieri dalla Camera resta valida l'ordinanza firmata lo scorso 26 ottobre dal presidente Stefano Bonaccini (che è risultato positivo al Coronavirus) che recepisce l’indicazione del Governo sul 75% di didattica a distanza per le scuole superiori con forte raccomandazione sull’uso delle mascherine in aula alle elementari, medie e superiori ed estensione dei test sierologici rapidi in farmacia anche al personale scolastico. Quello che ci si aspetta dal decreto in arrivo, basandosi sul discorso di ieri,  è che la didattica a distanza per le scuole superiori arrivi al 100% mentre per gli altri gradi si prenderanno decisioni in base alla gravità dei contagi nel territorio di appartenenza.

"Vista la curva in salita del virus diventa praticamente inevitabile l'adozione di nuovi provvedimenti restrittivi - la riflessione del consigliere metropolitano delegato alla scuola Daniele Ruscigno (sindaco di Valsamoggia ndr) - soprattutto per scongiurare che il sistema sanitario possa andare in tilt. Il mio pensiero è che forse internamente la soluzione c'era già e che forse qualcosa si poteva fare anche prima. Ma resta solo una considerazione che lascia spazio alla volontà di fare tutto quello che è possibile per fermare la corsa del Covid". 

La dad, pregi e difetti fra didattica e relazioni sociali 

La dad (didattica a distanza) è stata ormai sperimentata e recepita da insegnanti e studenti, quali sono i suoi timori, qualora ne avesse? "Dal punto di vista della didattica non ci sono grandi timori perchè abbiamo visto che funziona, ma mi preoccupano gli studenti e le famiglie che non hanno a disposizione mezzi per sostenerla per bene. E non si tratta soltanto di device, ma anche di spazi adeguati nelle case, che consentano ai ragazzi di avere un posto nel quale concentrarsi come a scuola". 

Ma la scuola non è solo didattica..."Esatto. I ragazzi a scuola si trovano e stanno insieme al di fuori delle lezioni. Mi da infatti dei pensieri questo aspetto sociale che viene a mancare e che è sostituito dalle relazioni a distanza attraverso la rete e i social: la paura è che, se dovesse durare tanto tempo questa modalità, quando si tornerà a incontrarsi fisicamente possano insorgere disagi". 

I prof devono far lezione da scuola? Un nodo da sciogliere

E una riflessione va anche agli insegnanti: le lezioni le terranno anche da casa o dovranno per forza entrare in classe? "Questo è un altro nodo. Da contratto i professori sono tenuti a recarsi nel loro luogo di lavoro, la scuola, per tenere da li le lezioni online. Ma questo comporta una serie di cose (l'apertura degli istituti) che sono un po' in contrasto con la logica di evitare gli spostamenti. Una proposta in tal senso era stata avanzata, ma non credo che ci sia già una soluzione. Mi viene in mente l'episodio delle foto sui banchi per non far sentire soli gli inseganti e mi piacerebbe non finisse così". Ruscigno fa riferimento a quello che è accaduto in un istituto superiore di Faenza, dove alcuni studenti hanno messo sui banchi vuoti le loro foto per far sentire meno soli i professori durante le videolezioni. Il gesto fra l'altro ha ricevuto anche i complimenti del sindaco Massimo Isola. 

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