Scuola, inizio amaro per i precari: "Graduatorie falsate, pioveranno ricorsi"

"Quanto sta accadendo a Bologna non è un caso univoco, ma riguarda tutti gli uffici scolastici provinciali d'Italia ed è il motivo per cui tra i firmatari della lettera non ci sono solo docenti di questa provincia"

Fiammetta ha 33 anni e da tre insegna nelle scuole secondarie di secondo grado di Bologna. E' precaria e insieme a dei colleghi ha scritto una lettera per raccontare cosa stanno passando in questi giorni quelli come lei: sono circa un centinaio e l'80% dei firmatari sono operativi nel territorio bolognese, determinati a denunciare in modalità apolitica alcuni problemi legati alle graduatorie e ad alcuni "furbetti". 

"Abbiamo scritto una lettera che è stata firmata da altri 98 colleghi, di cui alcuni ci leggono in copia e di cui circa l'80% lavora nelle scuole di Bologna di ogni ordine e grado. La lettera è firmata 'solo' da 98 precari perchè è un'iniziativa personale e apolitica, partita da un gruppo molto ristretto di persone - spiega Fiammetta -  Tengo a sottolineare che quanto sta accadendo a Bologna, comunque, non è un caso univoco, ma riguarda tutti gli uffici scolastici provinciali d'Italia ed è il motivo per cui tra i firmatari della lettera non ci sono solo docenti di questa provincia". 

La lettera divulgata proprio nel giorno in cui comincia la scuola

"Siamo un gruppo di docenti precari della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, in cerca di aiuto. Da diversi giorni non mancano nei notiziari le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina circa la ripartenza in sicurezza ed efficienza della scuola, prevista per il prossimo 14 Settembre. Ora, tralasciando argomenti più dibattuti, quali i banchi monoposto, l’edilizia scolastica e le classi pollaio, non perché non li riteniamo importanti, anzi, ma perché non vogliamo tediare nessuno con considerazioni ampiamente discusse, vorremmo porre l’attenzione su quello che sta accadendo a noi precari in questi giorni.

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Non più tardi di qualche giorno fa, la Ministra ha dichiarato che quest’anno scolastico partirà senza il “solito balletto dei supplenti”, tuttavia quello che ha omesso è che quest’anno il balletto sarà una vera e propria coreografia di ricorsi. Spieghiamo meglio ciò che sta avvenendo.

A partire dal 22 luglio al 6 agosto è stato possibile, per tutti gli aspiranti docenti, compilare l’istanza di iscrizione alle nuove graduatorie provinciali volute dalla Ministra. L’iscrizione veniva fatta online, attraverso una serie di autocertificazioni in cui ciascun candidato dichiarava titoli posseduti e servizi svolti. Una volta terminata la compilazione e l’invio delle domande, una piattaforma digitalizzata assegnava i punteggi alle varie dichiarazioni e un punteggio totale a ciascun candidato, in modo da stilare le suddette graduatorie. Per volere dell’O.M. 60/2020 le graduatorie sono state pubblicate in maniera definitiva e qui si apre la voragine.

Graduatorie drogate da punteggi sbagliati scritti nelle autodichiarazioni

Alla pubblicazione delle graduatorie, molti di noi si sono visti assegnare punteggi errati, scavalcare da persone con zero punti di servizio e centinaia di punti di titoli, escludere dalle graduatorie stesse, il tutto senza possibilità di replica.

A quel punto, ci siamo subito mossi con richieste di accesso agli atti e reclami in autotutela, ma gli errori per ciascuna graduatoria e, al suo interno, per ciascuna classe di concorso sono molti, per cui gli uffici scolastici provinciali si sono trovati con un numero esorbitante di richieste da un lato e la pressione del ministero ad aprire le scuole con “tutti i docenti in cattedra”, dall’altro. Ciò ha comportato la convocazione dei supplenti da graduatorie con evidenti e comprovati errori, che porteranno inevitabilmente a migliaia di ricorsi, ma non solo. Alcuni uffici scolastici hanno deciso di rettificare le graduatorie, ma nelle rettifiche non hanno né incluso tutti coloro che avevano fatto presente gli errori né ricontrollato e corretto i punteggi di chi ha dichiarato più titoli di ciò che poteva. Le rettifiche quindi non hanno seguito il principio di non discrezionalità e le convocazioni, quindi, risultano falsate.

Ma non è finita qui.

Per l’O.M. 60/2020, al momento della stipula di un contratto a tempo determinato, le segreterie scolastiche dovranno controllare tutti i titoli e i servizi svolti dal neoassunto e qualora ci fossero delle incongruenze, il contratto decadrà, ma la supplenza non andrà al candidato immediatamente successivo al neoassunto, ma al primo non occupato della graduatoria (e quindi potenzialmente, anche a un candidato con un punteggio più basso del candidato successivo al neoassunto, che magari, per paura di non lavorare, ha accettato una supplenza lontano da casa o uno spezzone, cioè una supplenza con meno ore di insegnamento e di conseguenza retribuita meno).

Ma se pensate che sia finita qui, vi sbagliate, perchè è proprio qui che inizierà la coreografia dei ricorsi, in quanto se si dovesse verificare la situazione sopradescritta, il candidato successivo al neoassunto potrà presentare domanda di ricorso, poiché per far partire la scuola il 14 di settembre, i punteggi non sono stati controllati e si è permesso di convocare da graduatorie chiaramente errate o, ancor peggio, rettificate secondo criteri discrezionali e non definiti.

"Scavalcati da persone con zero punti"

Ecco, questo è quello che sta succedendo a noi precari storici della scuola, che non solo ci siamo visti scavalcare da persone con zero punti di servizio, ma che non hannoo avuto nemmeno il diritto di vedere rettificati gli errori e di essere convocati secondo il giusto ordine in graduatoria. E detta come va detta, questa cosa ci fa arrabbiare moltissimo, soprattutto continuando a sentire dichiarazioni su quanto sia stato efficiente il sistema e su quanto, mai come quest’anno, la scuola ripartirà in ordine.

La scuola non è in ordine e nessuno pensa alle conseguenze che tutto ciò avrà sui ragazzi. E’ un anno scolastico estremamente delicato, che segue mesi difficili, che avranno sicuramente degli strascichi a lungo termine e che potrebbe trasformarsi in un altro anno di didattica a distanza. Ma come possono essere fatte certe dichiarazioni?

Abbiamo sopportato di tutto nell’anno scolastico 2019/20, sia come docenti di ruolo che come docenti precari, ma è mai possibile che l’opinione pubblica non venga smossa da ciò che in un modo o nell’altro entra in tutte le case? Per questo chiediamo aiuto. Aiutateci a far capire ai nostri colleghi di ruolo, ai dirigenti scolastici, alle famiglie, ai ragazzi quello che sta accadendo, la profonda ingiustizia che, per l’ennesima volta, siamo costretti a subire in silenzio e nell’ombra di dichiarazioni non veritiere.

Chi ha scelto questo lavoro lo ha scelto come “Il Lavoro”, ha scelto di mettersi al servizio dei ragazzi e delle comunità, sapendo bene che è difficile, che è un settore in cui è più facile disinvestire che investire, che è un mondo competitivo dove da anni hanno seminato una politica di guerra tra i poveri, ma che è un mondo che regala soddisfazioni immense quando si capisce di aver fatto una piccola, minuscola differenza.

Il Presidente dell Repubblica Sandro Pertini ha detto: ”Condizione essenziale di progresso è che all’interno della scuola, prima che altrove, maturi una nuova consapevolezza del valore ineliminabile del lavoro, delle responsabilità individuali, della solidarietà verso gli altri, quali che siano le loro idee, dell’integrità verso la cosa pubblica e nei rapporti privati.” 

Aiutateci a far si che la scuola sia davvero il posto descritto da Pertini. Aiutateci a sensibilizzare l’opinione pubblica per mezzo di notizie veritiere e non dichiarazioni strappa like.Aiutateci dando voce a chi voce non ne ha".

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