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Foto Unife

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Scuola, il ministro Bianchi: "Gli scompensi dei ragazzi non si risolvono negli ultimi 20 giorni di giugno"

Sembra così escludere il prolungamento delle lezioni: "La scuola non è chiusa, la decisione di sospendere le attività in presenza è stata presa da persone responsabili, sulla base di dati"

"Stiamo parlando di ricostruzione, la pandemia ha messo evidenza differenze insostenibili, tra nord e sud, che mina l’unità nazionale, stiamo correndo il rischio di una generazione che sta perdendo, ma non solo per la pandemia". Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Patrizio Bianchi, ex assessore in Emilia-Romagna, in audizione al Senato: "Ci troviamo ad affrontare non solo gli effetti dannosi della pandemia, ma l’accumulo nel tempo, negli anni, di una serie di problematiche che forse potevano essere affrontate in altra epoca. Io - però - rispondo anche di quello che è successo prima di me, proviamo a districare questa matassa tutti insieme. Quando si è presa la decisione di sospendere le attività in presenza, è stata presa da persone responsabili, sulla base di coloro che sono deputati a darceli". 

"Se è vero che i nostri ragazzi hanno sofferto di scompensi o perdite di apprendimento, non si risolvono negli ultimi 20 giorni di giugno"

"Sono assolutamente convinto che sia necessario riprendere la didattica in presenza, soprattutto per i più piccoli - ha specificato il Ministro - il calendario scolastico è di competenza regionale, non dovremmo andare verso il potenziamento della dad, ma dell'offerta complessiva. Ho chiesto risorse per interventi sostanziali, se è vero che i nostri ragazzi hanno sofferto di scompensi o perdite di apprendimento, non si risolvono negli ultimi 20 giorni di giugno, stiamo ragionando anche sull'anno prossimo, in una logica di programmazione". Il ministro quindi chiude a un possibile prolungamento dell'anno scolastico, proposto dalla ministra Lucia Azzolina che lo ha preceduto. 

"Sono più di 656mila i membri del personale scolastico vaccinati contro il Covid, il 44,3% dei docenti, con un picco in Puglia" rileva il ministro. 

"Non esiste un posto a rischio zero, esiste il rischio accettabile"

Dopo le dimissioni da coordinatore del Comitato tecnico scientifico - CTS -, Agostino Miozzo sarà per andare a  consulente al ministero dell'Istruzione: "L'obiettivo è riaprire le scuole - ha detto alla Dire - farlo in sicurezza ma soprattutto riuscire a tenerle aperte. Con questa pandemia non esiste un posto a rischio zero, esiste il rischio accettabile, questo significa che devi essere in grado di cogliere l'evidenza di una crisi e devi essere in grado di fare screening in tempo reale, mettendo nelle condizioni tutto l'istituto di poter continuare, chiudendo una classe o più se la situazione lo richiede, ma non è detto che serva chiudere l'intero plesso. Il concetto e' potenziare l'intervento in modo tempestivo, immediato, il monitoraggio, al fine di rassicurare i genitori, i ragazzi e il personale docente e non docente che lavora nella scuola. E poi, in parallelo, seguire e rafforzare la campagna di vaccinazione degli operatori scolastici, che ha già raggiunto un buon numero. Dobbiamo completare la copertura, speriamo si risolva la questione di AstraZeneca". 

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