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Contrordine del Governo: a scuola solo il 60%. Bonaccini: "Diluire gli orari"

"Andiamo verso la bella stagione - ha detto il presidente della Regione - serviva una flessibilità negli orari"

Non al 100%, ma al 60. Non ci sarà quindi il ritorno alla normalità dal 26 aprile per gli studenti delle superiori. Del resto, il ministro della Pubblica Istruzione ed ex assessore in Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi, scrive oggi il Corriere della Sera, sa che l'obiettivo del 100% in presenza negli istituti rischia di slittare a settembre.  

"Andiamo verso la bella stagione e - ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - serviva una flessibilità negli orari". Perchè dunque non dilurili? Gli ingressi scaglionati "sono presi in considerazione, non credo ovunque nel paese e comunque si potrebbe cercare uno scaglionamento migliore".

Scuola, dal 26 aprile tutti in presenza. Ipotesi orari flessibili per entrate /uscite e nuovi bus

Quella della scuola in presenza al 100% era una soluzione "tecnicamente impraticabile" secondo i presidenti di regioni per due motivi: la capienza dei traporti pubblici ridotta al 50% per le normative anticovid e i limiti strutturali delle scuole italiane, che non consentono di rispettare le restrizioni con la presenza di tutti gli studenti. Nella bozza il governo prevede dunque dal 26 il ritorno in classe almeno al 50% per gli studenti delle superiori nelle zone rose e almeno al 60% e fino al 100% in quelle arancioni e gialle. Infanzia, elementari e medie saranno invece in presenza in tutta Italia. Una soluzione alternativa sarebbe stata quella di allungare l'anno scolastico. Ma i sindacati della scuola si sono opposti. 

Un'altra novità è che i governatori non potranno derogare a queste disposizioni se non in presenza di casi di "eccezionale e straordinaria gravità" dovuti al virus.

Scuola, cosa prevede la bozza del decreto 

Nella bozza del decreto riaperture dal 26 aprile si legge quindi che "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica, affinché, nella zona rossa, sia garantita l'attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e, fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca, e, nelle zone gialla e arancione, ad almeno il 60 per cento e fino al 100 per cento della popolazione studentesca. La restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza". 

La deroga alla scuola in presenza "è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di deroga sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l'applicazione a specifiche aree del territorio". 

La bozza del nuovo decreto

Per asili, elementari e medie invece rimane tutto come previsto: "Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell'anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia, dell'attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nonché delle attività scolastiche e didattiche della scuola secondaria di secondo grado, almeno per il 50 per cento della popolazione studentesca. Le disposizioni di cui al primo periodo non possono essere derogate da provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e dei Sindaci".

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