Riapertura scuole, regione e sindacati ancora al lavoro sulle modalità anti-covid

Ma il segretario della Cgil Giove avverte: "Se non riapre il 14? Sarà responsabilità del governo"

L'Emilia-Romagna si sente pronta alla riapertura delle scuole in modalità anti-Covid. "Possiamo ritenerci tutti più che soddisfatti della situazione ad oggi", afferma l'assessore regionale Paola Salomoni, che ha presieduto un nuovo summit del anche oggi il tavolo interistituzionale coi rappresentanti delle Province, della Città metropolitana di Bologna, dei Comuni capoluogo e dall'Ufficio scolastico regionale.

Tra i temi salienti all'ordine del giorno i trasporti, il servizio mensa e il personale. Sull'organico aggiuntivo, il 'personale Covid', l'Ufficio scolastico regionale sta lavorando per procedere all'assegnazione, mentre sul fronte refezione scolastica l'assessorato alle Politiche per la salute ha fornito ai Comuni un documento ad hoc per la gestione delle mense.

"A due settimane dall'inizio delle lezioni, comincia, finalmente, a delinearsi un quadro complessivo- chiosa Salomoni- Istituti scolastici ed enti locali hanno trovato punti di accordo e spazi di ragionamento comuni, e messo in piedi un puzzle complicatissimo con il supporto dell'Ufficio scolastico Regionale e della Regione".

Al centro del confronto, informa ancora la Regione, anche il tema del trasporto pubblico locale su cui si stanno cercando soluzioni operative a partire dal contenuto dell'accordo ottenuto ieri in sede di conferenza unificata. Altro punto oggetto delle riflessioni, il pre e post scuola: si sta lavorando per elaborare indicazioni operative che possano aiutare i Comuni nell'organizzazione del servizio.

"Ci aggiorniamo alla prossima settimana per fare un ultimo momento di verifica e condivisione", informa Salomoni. Ma il tavolo voluto dalla Regione per la ripartenza delle attività didattiche in presenza non andrà in soffitta.

"Colgo l'occasione per dire a tutti i componenti che questo tavolo non finirà il 14 settembre: penso sia fondamentale- spiega ancora l'assessore- continuare a vederci e confrontarci periodicamente per monitorare l'andamento della situazione, e discutere insieme su nuove necessità e richieste. Vogliamo tenere la scuola al centro dell'attenzione perché siamo convinti che sia elemento cardine della nostra società".

Prosegue però il botta e risposta a distanza tra governo e sindacati. La Cgil dell'Emilia-Romagna, per esempio, punge il Governo e il ministro Lucia Azzolina sulla riapertura delle scuole.

"Non c'è uno sciopero della scuola proclamato per il 14 settembre. Se non si riapre la scuola dunque sarà una gravissima responsabilità del Governo, che in sette mesi non è riuscito a riaprire le scuole", tuona Luigi Giove, segretario regionale della Cgil. Che precisa: "non sono tra coloro che si danno fuoco per la data, va bene anche il 15...".

Giove ne parla sul palco della festa Cgil di Forlì, accanto al governatore Stefano Bonaccini. In questo paese, dice Giove, "abbiamo aperto prima Mirabilandia poi i parchi pubblici. Abbiamo tenuto i nostri figli chiusi per mesi, con danni dal punto di vista sociale e della salute non quantificabili. Io dico che come si è agito per le imprese, per i servizi e per l'estate bisogna agire per la scuola, quindi si rientra in sicurezza ma si rientra".

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Bonaccini, da parte sua, appare scettico sull'individuazione di sedi alternative per i seggi elettorali del 20-21 settembre, in modo da evitare uno stop and go delle scuole una settimana dopo la riapertura. "Ci si può anche provare, ma non sarà facile", osserva. Ma, rivendica, "alla luce dei fatti chi chiedeva di votare prima aveva ragione". Del resto, "in Emilia-Romagna le cose vanno meglio che da altre parti, qui la quasi totalità degli studenti andrà a scuola dove andava prima". (Bil/ Dire) 

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