Scuola post-Covid, la pedagogista: "Fondamentale anche a casa creare piccoli riti e momenti fissi della giornata"

Intervista a Simona Fazio sugli effetti dello stop della scuola sui nostri figli e i consigli per riprendere le lezioni nel modo giusto

Le scuole riapriranno a settembre e tutto sarà cambiato per bambini e genitori. Ci saranno nuove regole, nuovi spazi, orari e modalità differenti rispetto a quello a cui erano abituati alunni e docenti. Ripartire dopo un lasso di tempo così lungo: come affrontare questo momento importante lo abbiamo chiesto alla pedagogista Simona Fazio.

A breve la scuola ripartirà dopo la lunga pausa causata dall'emergenza Coronavirus: come secondo lei possiamo preparare bimbi e ragazzi al ritorno a scuola e a un ritorno a scuola così pieno di incognite? 

"Come pedagogisti ci siamo interrogati su come questo evento improvviso, che ha colto di sorpresa i bambini, i ragazzi e gli adulti potesse trasformarsi in una nuova esperienza di apprendimento.

In pochi giorni si è creato un clima surreale, inizialmente percepito come vacanza inusuale, poi divenuto la nuova realtà con cui confrontarsi: molti materiali didattici rimasti in classe, tutte le attività progettate da tempo (uscite didattiche, gite, recite e saggi di fine anno) sospese, l’incontro dal vivo con i pari e con gli insegnanti interrotto. 

Siamo per la prima volta protagonisti di un evento critico che ha un forte impatto sulla nostra quotidianità. Le misure adottate per contrastare il diffondersi del virus hanno necessariamente implicato un distanziamento sociale, che potrebbe portare a vedere l'Altro come potenzialmente pericoloso in quanto infetto. Come aiutare i bambini e i ragazzi a capire che questa misura è, o è stata, una forma di protezione reciproca, senza per questo negare emozioni quali il timore o la paura dell'Altro, ma riportandola in un processo di “cura” dell’altro?

Gestire queste emozioni quando si tornerà gradualmente a poter incontrare gli altri di persona in ambiente scolastico dovrà essere necessario farlo in maniera collettiva. Come una comunità che si prende cura dell’altro in quanto non diverso da se e abbandonando l’ottica sanitaria della protezione individuale, della malattia, della chiusura. 

È indubbio che anche l'incertezza economica che molte famiglie stanno attraversando, per cui bambini e ragazzi potrebbero essere immersi in un clima di forte tensione e preoccupazione quindi diventa fondamentale e  necessario attivare figure professionali quali educatori e pedagogisti che  insieme a insegnanti e dirigenti scolastici, possano attivare solidarietà e senso di condivisione per un dramma collettivo da cui si esce solo se tutti collaboriamo, nella ricerca di soluzioni per sostenere criticità che riguardino gli aspetti inclusivi della progettazione didattica e della sua realizzazione. 

Si dovrà trattare sia di criticità emergenti nel caso di studenti con disabilità, con disturbi specifici o ancora con difficoltà di apprendimento, sia di problematiche più generali, legate alla progettazione ed alla realizzazione di attività didattiche nella classe anche virtuale, che possano permettere di coinvolgere in maniera adeguata tutti e senza lasciare indietro nessuno".

Orari, abitudini, compiti e disciplina: dove eravamo rimasti? Secondo lei sarà difficili riabituare i figli alla routine scolastica e ai doveri? 

"Le routine rappresentano la pratica attraverso cui si realizza la cura del bambino in momenti considerati di estrema importanza per la sua crescita, sia dal punto di vista sociale che personale, nonché per l’apprendimento di prassi educative ed autonomie che lo accompagneranno per tutta la vita.

La scuola come istituzione educativa, ha in passato considerato le routine tappe della giornata prioritariamente assistenziali mentre oggi la cura, l’abitudine, la ripetitività, sono considerate momenti pedagogici paragonabili per importanza a tutti quegli spazi didattici che sembrano avere priorità per lo sviluppo cognitivo dei bambini.

Quindi diventa fondamentale anche a casa creare piccoli riti e momenti fissi della giornata da dedicare ai compiti ad attività, fissiamo la pausa merenda prevedendo magari di prepararla insieme, fissiamo il momento da dedicare al videogioco. Tutto ciò nell'ottica di una ripresa che diviene spontanea dei  ritmi  scolastici".

Le relazioni: come impostare un discorso sul distanziamento al quale dovranno abituarsi? Quale il modo giusto per spiegare la situazione? 

"Partendo dall’analisi della domanda pervenuta da parte di insegnanti e dirigenti scolastici, potrebbe essere utile in maniera strategica implementare i temi/oggetti legati all’ambito della corporeità, del movimento e del corpo nello spazio, quali: corpo e spazio scolastico; così come la gestione della distanza può divenire una risorsa nelle attività motorie sia dall’aula allo spazio pubblico; ed anche caldeggiare gli stili di vita attivi; la pratica motoria e sportiva come  benessere e movimento"

Ansia da parte dei genitori: quali consigli darebbe a chi si sente in difficoltà?

"Di ascoltatore i propri figli attraverso la narrazione da sempre usata dall’essere umano. È uno strumento importante di interpretazione della realtà per interagire con il mondo sociale nel quale noi essere umani viviamo. È dunque un modo per comprendere tutto quanto ci circonda e per trasmetterlo agli altri.

Narrazione, dunque, oltre a favorire lo sviluppo delle funzioni linguistico-cognitive ha anche un’altra straordinaria funzione: i racconti possono aiutare i bambini e i ragazzi a condividere e a dare un nome alle emozioni vissute, a costruire un vocabolario per parlare delle proprie esperienze e a illustrare i diversi modi in cui le persone reagiscono alle avversità, condividendo le buone prassi. I libri di buon livello e i grandi romanzi possono rappresentare un’ottima occasione per genitori e figli, per insegnanti e alunni per imparare dalle esperienze di vita altrui.

Che contributo daranno Educatori Professionali SPG e Pedagogisti in questo difficile momento alla comunità scolastica?

"Crediamo fondamentale il ruolo della figura dell’educatore e del pedagogista all’interno della comunità scolastica in quanto può dare un importante supporto al loro lavoro degli insegnanti e alla ripresa di tutte le attività scolastiche dopo il lungo periodo di chiusura delle scuole, con una specifica attenzione alle situazioni scolastiche che hanno sofferto i maggiori disagi dovuti al periodo di lockdown. Tale apporto scientifico professionale sarà sottoscritto al MIUR il 27 agosto 2020, con la firma di un protocollo tra l’Associazione Pedagogisti Educatori Italiani (APEI) e la Ministra L. Azzolina, che ha fortemente sponsorizzalo la riprese delle attività educative/pedagogiche a scuola".

Chi è Simona Fazio

Diversi incarichi come formatrice ed esperta nel settore infanzia , mi sono occupata di progettare e gestire un centro giochi/ centro per le famiglie conducendo gruppi sulla genitorialità e partecipando come relatrice a diversi convegni. Mediatrice familiare e responsabile coordinatore strutture complesse. Libera professionista per percorsi pedagogici  con bambini , adolescenti , adulti e coppie. Esperta pedagogista per il Tribunale dei minori di Bologna. 

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