Scuola, sindacati e genitori: "Troppi problemi irrisolti"

Aumento di organico, trasporti, ragazzi più deboli: questi alcuni nodi da sciogliere secondo i genitori

Governo, Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana: i genitori del Coordinamento dei presidenti dei Consigli di istituto e circolo di Bologna e provincia ne hanno per tutti, sollevando non poche perplessità rispetto alla riapertura delle scuole a settembre.

"A poche settimane dalla ripartenza molti dei problemi restano irrisolti: aumento di organico (vero e con personale qualificato), trasporti. Nessuna parola sui ragazzi più fragili", afferma in una nota Katia Raguzzoni a nome del Coordinamento. Come deciso dalla Regione, intanto, la campanella del prossimo anno scolastico 2020-2021 suonerà il 14 settembre con un giorno di anticipo rispetto al calendario generale "e tutti, o quasi, dai più grandi ai più piccoli dovranno esser pronti. Ma siamo veramente pronti?", si chiede Raguzzoni.

"La scuola è un sistema complesso e la sua ripartenza poteva rappresentare l'occasione per pensare a una scuola migliore con studenti in classe con i propri insegnanti in ambienti sanificati e sicuri. Per poter arrivare a questo il confronto doveva (e poteva) iniziare molto prima- sottolinea Raguzzoni- senza rincorrere la continua emergenza 'tempo' che oggi ha rimpiazzato l'emergenza Covid-19". Invece, mentre "pubbliche amministrazioni, dirigenti scolastici, organizzazioni sindacali, organi collegiali e genitori- continua la nota- mettono l'accento sui temi più rilevanti del sistema scuola (spazi idonei, organici, scuola in presenza e inclusiva, sulla didattica e trasporti), da più giorni l'attenzione della politica si è spostata sull'investimento dei monobanchi, quali rivoluzionario arredo per rilanciare la nostra scuola spacciandolo come investimento", come da dichiarazione rilasciata a Bologna dalla ministra Lucia Azzolina al termine del tavolo per la ripresa della scuola in Emilia-Romagna.

Nel frattempo, "non una parola sui ragazzi più fragili e su come il diritto allo studio debba rientrare al centro del dibattito- continua Raguzzoni- che si sta trasformando sempre più in una campagna acquisti (sedie, poltroncine, cattedre e lavagne)", cioè gli arredi di cui la Città metropolitana ha annunciato oggi l'acquisto per destinarli alle scuole superiori. "Al tavolo regionale, così come al tavolo della Città metropolitana, avevamo chiesto di partecipare e avremmo voluto partecipare, ma- segnala Raguzzoni- non ci è stato concesso". Prorio con quello spirito "molto buono e collaborativo" di cui parla Azzolina, continua la rappresentante del Coordinamento, "avremmo apportato il nostro contributo, cosi come stiamo continuando a fare a livello locale, nelle scuole che rappresentiamo. Invece siamo informati dopo che le decisioni sono state già prese".

I sindacati

Se per la ministra Lucia Azzolina il tavolo per la ripresa delle lezioni a settembre in Emilia-Romagna "è andato molto bene", la lettura che ne danno i sindacati è ben diversa: "Non abbiamo ricevuto risposte", affermano in una nota congiunta le segreterie regionali di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda.

"E' virtuosa e generosa la nostra regione, questo però non basta. Bisogna adottare misure concrete su precisi punti- scrivono i sindacati- che già nei giorni scorsi abbiamo posto all'attenzione pubblica, per una ripartenza in presenza e in sicurezza della scuola a settembre". Invece, "purtroppo non abbiamo ricevuto risposte durante l'incontro avuto con la ministra Azzolina, anche se confidiamo che queste arrivino il prima possibile", aggiungono i sindacati. "Preoccupazioni e criticità", si legge nella nota, riguardano ovviamente gli spazi ("Per consentire il distanziamento fisico degli studenti"), i trasporti ("Con particolare riguardo alle linee extra urbane, tenuto conto dell'importante mobilita' degli studenti e dell'accesso differenziato") e la refezione scolastica ("Sia rispetto ai temi occupazionali del settore che al mantenimento di un momento didattico di socialita'").

Poi c'è il tempo scuola, che "deve essere garantito nella usa interezza, quindi includendo anche il tempo pieno, evitando riduzioni delle attività a tutela del dettato costituzionale e del diritto allo studio", scrivono i sindacati, mentre sul nodo organici "servono risorse e investimenti poderosi sul personale docente (il cui impegno necessita anche di un riconoscimento economico) e Ata, con un'attenzione particolare su scuole dell'infanzia, primaria e sugli studenti più fragili". 

I sindacati ribadiscono che i posti vacanti "saranno oltre 17.000 per i docenti e oltre 4.000 per il personale Ata, posti che non potranno essere coperti per mancanza di aspiranti". Un altro "serio problema" sarà il rinnovo delle graduatorie per l'assunzione dei supplenti, avvertono i sindacati, mentre riguardo al personale Ata "è necessario un incremento per garantire sicurezza, controllo, accessi e sorveglianza". Per i sindacati bisogna poi estendere l'assistente tecnico in tutte le scuole e risolvere il tema dei posti scoperti di Direttore dei servizi generali amministrativi (Dsga), visto che "in regione circa il 60% delle scuole sono prive di questa figura. Il personale facente funzione ha sopperito negli anni a questa carenza, ma ora va trovata, e presto, una soluzione, che passa da un concorso straordinario".

Infine, il sostegno: "Qui sono migliaia i posti necessari per garantire la copertura degli studenti con disabilità, dato che in regione circa il 60% del personale non ha il titolo, situazione che può essere sbloccata solo intervenendo in modo specifico sull'università". I temi sottoposti ad Azzolina "richiedono interventi tempestivi, chiarezza negli intendimenti- scrivono i sindacati- e linee guide nazionali (su didattica a distanza, smart working, lavoratori fragili, e procedure sanitarie da adottare in caso di sospetto di contagio). Non serve il fai da te, evitiamo che le scuole adottino in autonomia decisioni che devono invece essere indicate da una forte cabina di regia nazionale e territoriale". (Dire)

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