Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Scuola, i comitati incalzano: "Rivedere protocolli e aumentare spazi-organici per settembre"

Le parole dei comitati 'Scuole Aperte' e la Rete 'Scuola in presenza'

Per i comitati dei genitori e insegnanti di Bologna il ritorno in classe al 70% non basta. Continua la pressione, per lo più in vista ormai del prossimo anno scolastico, con una nuova lettera indirizzata dall'Ufficio scolastico regionale, alla Città metropolitana, al Coordinamento dei presidi e ai sindacati.

Prima di tutto, scrivono i comitati 'Scuole Aperte' e la Rete 'Scuola in presenza' di Bologna, "chiediamo di pensare e creare concrete opportunità di rientro in presenza al 100% per tutti gli studenti di ogni ordine e grado", in particolare cercando e utilizzando "tutti gli spazi disponibili all'interno delle scuole per ovviare a eventuali carenze strutturali che possano compromettere la possibilità della didattica in presenza".

I comitati chiedono anche di "aumentare le ore di supporto psicologico all'interno delle scuole", rivedere i parametri per il dimensionamento delle classi, potenziare gli organici e avviare tavoli di concertazione su aspetti come trasporti e forniture di protezioni. Un insieme di questioni che "non può più essere rinviato, visto che si sta già organizzando l'attività per il prossimo anno scolastico".

Per questo, i comitati sollecitano anche l'adozione da settembre di un nuovo "protocollo scolastico-sanitario che sia unico e chiaro per tutto il Paese, così che si possano scongiurare ingiustificati arbitri e interpretazioni soggettive che nei fatti ostacolano la raccolta omogenea dei dati e la loro elaborazione scientifica ed esasperano le disuguaglianze già presenti nel nostro Paese".

I comitati di Bologna chiedono dunque alle Istituzioni locali di "adoperarsi affinché la gestione delle ultime settimane del corrente anno scolastico e, soprattutto, di quello 2021-2022 si basi sulla ferma volontà di garantire la scuola in presenza e in sicurezza, facendo riferimento in modo puntuale e trasparente non solo ai risultati emergenti dalla ricerca scientifica sul mondo della scuola ma anche ai recenti pronunciamenti del Tar Lazio e del Consiglio di Stato".

Anche per questo, i comitati chiedono di "promuovere all'interno degli istituti un confronto costruttivo tra studenti, genitori, dirigenti, docenti e personale Ata, attraverso la convocazione di assemblee e Consigli d'istituto focalizzati su tali questioni e proiettati verso la riapertura di settembre".

Negli ultimi mesi, contestano i comitati, "troppo spesso è capitato di vedere e subire provvedimenti che sono andati ben al di là dei protocolli previsti, ispirati a un distorto principio di 'massima precauzione' e 'assoluta sicurezza' che hanno portato alla chiusura delle scuole, assecondando il clima di paura ingenerato nella popolazione e scaricando sulla scuola l'inadeguatezza del sistema pubblico, sanitario e dei trasporti, nel far fronte all'emergenza Covid".

I principi di precauzione e sicurezza, insistono i comitati, "sono diventati sproporzionati e si sono dimostrati inconcludenti sul fronte del contenimento pandemico e, cosa ancor più grave, a tal punto sbilanciati da provocare nei più giovani un significativo aumento dei disturbi psichiatrici", senza dimenticare i "mancati apprendimenti causati dalla Dad e i relativi effetti collaterali da sovraesposizione digitale".

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