Genitori marocchini non mandano il figlio alla materna: 'Una classe con troppi stranieri"

Salvini ha colto la palla al balzo: 'Mi fa piacere che a sottolinearlo sia un genitore di origine marocchina'. L'assessore Pillati: 'Voglio incontrarli', ma il regolamento ministeriale parla chiaro

Foto archivio

"Non è così che si fa integrazione, e mi fa piacere che a sottolinearlo sia un genitore di origine marocchina. Come puoi imparare la lingua e integrarti nella cultura del Paese che ti ospita se tutti i bambini della classe sono stranieri?" E' il tweet di questa mattina del leader della Lega ed ex Ministro dell'Interno Matteo Salvini che ha colto la palla al balzo dopo la notizia riportata da diverse testate su un genitore di marocchino che avrebbe tenuto a casa il figlio da una scuola materna in zona Massarenti per via dei troppi bimbi stranieri, tranne otto che sono figli di immigrati. 

L'uomo, da tempo in Italia, e sua moglie, che è nata nel nostro paese, lanciano un appello al Comune: "Non si fa integrazione mettendo nelle classi più di venti bambini stranieri". 

L'assessore alla scuola Marilena Pillati ha chiesto di incontrare questi genitori, ma ha sottolineato "Il solo cognome non racconta tutta la storia delle famiglie. Comprendo le preoccupazioni ma vorrei che questi genitori sapessero che possiamo lavorare insieme, che non ci si può fermare di fronte all’etichetta del cognome. Va costruita pazientemente una relazione con i genitori, perché è nella relazione tra genitori che si possono abbattere i muri". 

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Cosa dice la legge

Nel febbraio 2014 il MIUR ha emanato le nuove Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, aggiornando le precedenti del 2006.
"Nello specifico - si legge in una determinazione della Camera dei Deputati del 15 maggio 2019 -  con riferimento ai fenomeni di concentrazione di studenti con cittadinanza straniera, il documento ha auspicato un'equilibrata distribuzione delle iscrizioni attraverso un'intesa tra scuole, organizzate in reti di scuole, e una collaborazione mirata con gli enti locali. Nell'ambito delle singole scuole, l'orientamento più diffuso è quello di favorire l'eterogeneità delle
cittadinanze nella composizione delle classi, piuttosto che formare classi omogenee per provenienza territoriale o religiosa degli stranieri". 

Nella determinazione si prende in considerazione anche "il limite massimo di presenza di studenti stranieri nelle singole classi, fissato, di norma, nel 30% del totale degli iscritti, dalla Circolare ministeriale n. 2 dell'8 gennaio 2010" ma "detto limite può essere innalzato o ridotto, con determinazione del Direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, qualora gli alunni stranieri siano già in possesso di adeguate competenze linguistiche o, al contrario, a fronte della presenza di alunni stranieri con una padronanza della lingua italiana ancora inadeguata o comunque in tutti i casi in cui si riscontrino particolari complessità".

 

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