Domenica, 13 Giugno 2021
Anna Matino

Opinioni

Anna Matino

Direttore Responsabile BolognaToday

Disinfettante nell'acqua, studente in ospedale. "Episodio grave", si accende il dibattito

Il sindaco di Valsamoggia condanna l'episodio registratosi in una scuola del suo territorio ai danni di un alunno. E commentando l'accaduto innesca un acceso dibattito nei i cittadini tra responsabilità, punizioni 'esemplari' e necessità di educare

Del gel disinfettante versato nella borraccia di uno studente delle scuole medie, che ignaro ha bevuto il liquido ed è così finito in ospedale. No, non si può parlare di una bravata, nè di uno scherzo. Trattasi di un "episodio grave", come ha anche sottolineato il sindaco di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, condannando quanto accaduto in un istituto scolastico del suo territorio. 

"Si sta sempre più perdendo il senso delle conseguenze delle proprie azioni"

"Essendo ancora in corso gli accertamenti sui fatti, di cui quindi non dispongo nella loro completezza in quanto oggetto di indagine, posso solo rimarcare la condanna di tale episodio", ha rimarcato il primo cittadino chiedendo alla scuola di agire in maniera esemplare: "Se, come sembra, nessuno ha avuto conseguenze di salute serie è probabilmente dovuto solo alla casualità e spero che la scuola possa agire in modo fermo ed educativo nei confronti dell'autore (o degli autori) di quello che rimane un episodio molto grave, anche se dovesse essere accertato che si trattava di poche gocce di liquido, di uno 'scherzo', di una 'sfida' o di un episodio di bullismo".

"Si sta sempre più perdendo - ha chiosato il sindaco- il senso delle conseguenze delle parole e delle proprie azioni, che, troppe volte, sono finite in tragedia".

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Si apre dibattito: tra responsabilità, punizioni e necessità di non banalizzare

Le parole del sindaco hanno acceso un veemente dibattito via social. Qualcuno individua una certa responsabilità nella scuola o nei professori che ora hanno il dovere - come scrivono alcuni utenti - di "approfondire la questione" e "andare fino in fondo alla questione" perchè "non si possono far passare certi gesti anzi vanno puniti bene e fatti capire altrettanto bene." "Leggo che la colpa è prima della famiglia -  rimarca qualcun altro - Non è mica detto. Per esperienza conosco casi di ottime famiglie con figli problematici..Va punito il ragazzo o i ragazzi con relative spiegazioni a loro e ai genitori... In più vanno sensibilizzati i tutti ragazzi..."

I più additano invece proprio le famiglie - "distratte" o assenti" -  responsabili principali di simili atteggiamenti nei giovani. E chi spera che anche i genitori "e non solo la scuola, agiscano in modo educativo", ricordando "ai miei tempi l'educazione partiva dalla famiglia con un bel calcio nel didietro".

Al di là delle responsabilità e richieste di punizioni, quasi tutti chiedono che l'episodio "non venga banalizzato". Perchè se può essere vero - come scrive qualcuno - che un 12enne non riesce a comprendere a pieno le conseguenze di un tale gesto, non è plausibile invece che negli adulti non ci sia tale coscienza.

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