Scuole, l'assessora: "Devono riaprire il 7 gennaio in presenza e in sicurezza"

Paola Salomoni in risposta ad alcune dichiarazioni di esponenti politici: "Stiamo lavorando ininterrottamente"

Foto FB Paola Salomoni

“Capisco le necessità del confronto politico. Un po' meno quando si vuole forzare e strumentalizzare le parole, specialmente di questi tempi. Specialmente sulla scuola - che deve - riaprire il 7 gennaio”. Lo ha detto l'assessora regionale alla scuola Paola Salomoni in risposta ad alcune dichiarazioni di esponenti politici. 

“Vogliamo che la scuola riapra il 7 gennaio con lezioni in presenza, nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza- sottolinea Salomoni-. Tanto è vero che stiamo lavorando ininterrottamente in ogni territorio insieme con le prefetture, con gli enti locali, le autorità scolastiche, i sindacati, le aziende di trasporto e la nostra sanità affinché tutto questo avvenga. Chi dice, o anche solo presume il contrario, parla di un’altra realtà, non certo dell’Emilia-Romagna”.

"Abbiamo un dovere come paese di riaprire le scuole superiori - ha detto questa mattina la ministra Lucia Azzolina - più saremo responsabili durante le vacanze, più l'obiettivo sarà realizzabile". 

“Faccio un appello- conclude l’assessore regionale alla scuola- non facciamo bagarre politica sulla scuola, in tempo di pandemia. Riaprire il 7 gennaio è il nostro obiettivo, e stiamo facendo tutto il possibile affinché ciò avvenga”.

La consigliera di Forza Italia Valentina Castaldini, in una nota, aveva messo in luce una dichiarazione della stessa Salomoni: "Ci stiamo occupando di rendere la cosa possibile, che non è un'operazione da poco e non è scontato, seguendo la questione dal punto di vista tecnico. Continuo a leggere queste parole e sono un macigno. La cosa che fa più male è che a pronunciarle – e aggiungo con un po’ di incoscienza – è stata Paola Salomoni, assessore regionale alla Scuola", fa sapere Castaldini "omette il fatto che l’Emilia-Romagna era l’unica regione già pronta ad aprire a dicembre prima di quest’ultimo Dpcm. L’assessorato ai Trasporti si è speso per far sì che il 7 gennaio fossimo pronti ad entrare in classe. E se non bastasse, invito l’assessore Salomoni a leggere i dati da me richiesti sui contagi all’interno delle classi, in tutta la Regione non superano il 5,5%".

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“La scuola – aveva detto ieri la sottosegretaria alla salute Sandra Zampa - non è pericolosa ma è nel numero di contatti che mette in movimento che diventa un moltiplicatore significativo. Se noi però abbassiamo quei numeri la scuola come avevamo previsto si riapre. Questa è la priorità delle priorità”.

"Non è colpa del Coronavirus se le scuole restano chiuse - continua Castaldini - basta nascondersi dietro a questa scusa per omettere l’incapacità del Governo. Ribadisco: sono trascorsi dieci mesi – quasi un anno – da quando abbiamo capito che eravamo nel mezzo di una Pandemia. Non sono bastati ad adeguarsi per permettere a una generazione non chissà quale lusso, bensì quello di andare a scuola. Di formarsi, di vivere una socialità che qualche folle ha deciso di strappargli via per sempre. Vogliamo sempre essere il modello da seguire, ma questa volta siamo la brutta copia e lo zero in condotta".

"Chiedo all’assessore Salomoni che porti argomentazioni valide la prossima settimana, in occasione dell'Assemblea Legislativa, affinché convinca me e tutti i cittadini emiliano-romagnoli del fatto che questa Regione sia impreparata. Soltanto davanti all’evidenza abbasserò le difese. Fino ad allora mi batterò perché il 7 gennaio la scuola riapra per non chiudere mai più. È da irresponsabili chiudere ulteriormente la scuola. È da irresponsabili dichiarare in un momento così delicato, dove la gente è ostaggio di qualsiasi voce di corridoio perché ha paura, soprattutto se a farlo è chi ha la delega alla scuola", conclude Castaldini. 

Per Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, il probabile lockdown natalizio "allontana" la riapertura delle scuole a gennaio in Emilia-Romagna. Anche perchè gli istituti ancora "non sono pronti" nè per quanto riguarda i tamponi rapidi nè sul fronte dei trasporti, scrive in una nota. "Non ci sono le condizioni per una ripresa in sicurezza". Il consigliere Fdi chiama quindi in causa la Giunta Bonaccini, chiedendo prima di tutto "se i trasporti saranno in grado di reggere il volume di traffico degli studenti e quindi se le scuole potranno rispettare il criterio del 75% in presenza o se saranno costrette a differenziare gli orari di ingresso e di uscita". Tagliaferri chiede inoltre alla Regione "se intenda, attraverso un urgentissimo confronto Stato-Regioni, dare omogeneita' ai criteri da adottare sul territorio regionale, sottolineando le difficoltà nell'organizzazione di ogni singola famiglia".

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