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Giovani e pandemia. Con le scuole chiuse, educatori vanno in strada

Lo spiega la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, che questa mattina in commissione ha fatto il punto sulle iniziative messe in campo per sostenere i più giovani

Ora che le scuole sono chiuse, educatori e operatori sociali lavorano "per le strade" per intercettare i ragazzi, "anche là dove vi sono aggregazioni informali". A spiegarlo è la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, che questa mattina in commissione ha fatto il punto sulle iniziative messe in campo per sostenere i più giovani alle prese con gli effetti della pandemia, soprattutto a seguito di chiusure e restrizioni.

"Si continua senza sosta a investire nella protezione sociale - spiega Schlein - e ora che le scuole sono chiuse si opera anche e soprattutto per le strade, con educatori e operatori che, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, si sono trasferiti per le strade per andare a contattare il mondo giovanile anche là dove vi sono aggregazioni informali". La pandemia, continua la vicepresidente, ha avuto un impatto sul "benessere psicologico dei più giovani" e sul disagio giovanile, come conseguenza del distanziamento e delle chiusure. Per questo, afferma Schlein, "serve proseguire il lavoro per elaborare un pensiero nuovo alla luce dei nuovi bisogni per le future generazioni".

Insieme ai territori, spiega la numero due dell'Emilia-Romagna, è stato fatto un "monitoraggio costante" in questo anno di pandemia, sono stati rimodulati gli sportelli 'Informagiovani' in servizi online e sono stati forniti anche "aiuti direttamente ai nuclei famigliari". Al momento, continua Schlein, "il lavoro è incentrato in un'azione integrata con i territori per analizzare gli indici di benessere giovanile e impostare servizi sempre più efficaci nell'orientamento".

La Lega però chiede di fare di più per i giovani in Emilia-Romagna, ad esempio rafforzando "l'attività degli sportelli psicologici - afferma la consigliera del Carroccio Valentina Stragliati- è importante poi che siano iniziative organiche su tutto il territorio, chi vive in montagna e nelle aree interne non può essere penalizzato". Netta bocciatura invece da parte di Giancarlo Tagliaferri (Fdi).

"A parte le belle parole di propaganda della Giunta, le politiche giovanili della Regione sono un totale fallimento - attacca - il Governo peggiora le cose negando i congedi famigliari e la Regione ignora la famiglia". Plauso invece dalla maggioranza. Federico Amico di Emilia-Romagna Coraggiosa loda l'attività di strada, che aiuta a "ritardare la deriva a volte anche violenta che può vedere come protagonisti i ragazzi più fragili".

Anche per questo, Amico invita a coinvolgere di più il terzo settore e rafforzare le attività per il contrasto al cyberbullismo. Soddisfatta la dem Marilena Pillati, che sottolinea "la capacità di rendere flessibili le esperienze strutturate nei territori, per affrontare con forza il momento drammatico". Per Stefania Bondavalli della lista Bonaccini, infine, "per il futuro dobbiamo favorire le attività rivolte alla crescita della persona, partendo dalle relazioni e da una seria ripartenza quando potremo finalmente riaprire tutto". (Dire)

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