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Nuove norme antisismiche: il Comune deve dismettere scuole e palestre

Per adeguarle bisognerebbe spendere più soldi di quanti ne possono servire per demolire e ricostruire

Non accadrà nell'immediato, ma il Comune gradualmente dovrà dismettere (e sostituire) circa il 10% delle scuole di cui è proprietario e il 30% delle palestre scolastiche, quelle strutture che non possono essere pienamente adeguate agli attuali standard antisismici.

Il dirigente del settore Manutenzione di Palazzo D'Accursio, Fabio Andreon, ha spiegato la situazione oggi in commissione: "Le scuole e le palestre in dismissione sono quelle su cui non possibile raggiungere l'adeguamento sismico ma al massimo un miglioramento" strutture costruite negli anni '70 "con caratteristiche che andavano bene allora", ma non sufficienti oggi per poter definire "sicure" queste scuole in caso di sisma: sia perchè è cambiata la zonizzazione sismica, sia perchè la normativa attuale richiede altri requisiti.

In particolare incide la presenza delle "travi in appoggio", specifica Andreon: dopo il terremoto del 2012 il Comune è intervenuto per fissarle, "ma non si può intervenire in maniera definitiva". In altri termini: sulle scuole e le palestre in questione "stiamo intervenendo per il miglioramento sismico ma non raggiungeremo mai i valori previsti dalla legge. In pratica, per farlo bisognerebbe spendere più soldi di quanti ne possono servire per demolire e ricostruire. In base a queste valutazioni, la prospettiva della dismissione riguarda il 10% delle 173 scuole comunali e il 30% delle 45 palestre, ad esempio il Comune intende sostituire con la nuova scuola ai Prati di Caprara le elementari De Vigri e le medie Zanotti.  (dire) 

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