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Piaget, i bimbi scoprono il bello delle letterine: una posta a misura di elementari

Una cassetta della posta, un bellissimo francobollo dedicato e la scoperta di quanto è piacevole essere i destinatari di un pensiero messo per iscritto: l'idea è venuta a uno scrittore e sviluppata con una insegnante

"C'è posta per te": e i bambini impazziscono. A loro, nativi digitali affascinati dalla tecnologia, a sorpresa sta piacendo tanto l'idea delle letterine, dei francobolli personalizzati, quella sensazione piacevole di scartare e leggere con gusto qualcosa che un compagno ha scritto per loro. Alle Elementari di Via Arno, le Piaget, da qualche giorno c'è una novità: una cassetta della posta rossa fiammante e un piccolo progetto che coinvolge tutti i bambini dando loro la possibilità di scrivere e far recapitare delle missive a compagni e maestre. 

L'idea è venuta allo scrittore Fabio Cicolani e da una delle insegnanti, Chiara Federico. Cicolani ha un progetto di scrittura creativa che porta in giro nelle scuole elementari di Bologna e provincia ormai da quasi 5 anni mira a creare un ambiente sereno e divertente dove i bambini possano esprimere le loro idee liberamente e trasformarle in una storia che prende forma, passo dopo passo, davanti ai loro occhi. E proprio durante le lezioni, ecco che è balenata un'idea che ci racconta proprio Fabio Cicolani. 

Come è nata l'idea della posta a scuola?

"È nata da un guizzo avuto in contemporanea con una maestra molto speciale, Chiara Federico, che si occupa della biblioteca e dei progetti esterni. Abbiamo pensato che fosse un modo perfetto e affascinante per avvicinare i bambini all’arte romantica della corrispondenza cartacea".

Quali sono le 'regole' del gioco?

"Sono poche e semplici: il servizio è gratuito, non si possono spedire lettere anonime, niente cattiverie e il francobollo speciale deve essere richiesto alla maestra che lo elargisce come premio per il comportamento o il rendimento, si può scrivere a tutti, maestre comprese e perfino allo “scrittore”, cioè a me. Io passerò a ritirare la mia posta e risponderò ai bambini.

Le lettere sono un mezzo per esprimere sentimenti e pensieri che magari non si ha il coraggio di farlo a voce; possono essere scuse o anche dichiarazioni d’amore, tutto ciò che i bambini desiderano mettere per iscritto, perché resti indelebile.

Il giorno seguente alla spedizione, l’instancabile maestra Chiara, svuoterà la cassetta della posta, dividerà la posta e approverà la corrispondenza che rispetta le regole. Nell’arco della mattinata distribuirà le lettere ai destinatari". 

Come l'hanno accolta i bimbi? Invoglia alla scrittura?

"Moltissimo. Già prima del lancio ufficiale, diversi bambini sono passati in biblioteca a chiedere le lettere per imbustare. Alcune classi hanno già terminato i francobolli speciali. C’è una grandissima voglia di romanticismo, di scambiarsi gesti d’affetto o disegni fatti col cuore. I bambini delle elementari sono sì, oggigiorno, stimolati dalla tecnologia e dalla messaggistica istantanea, ma subiscono ancora il fascino delle storie immortali, fiabe e favole, dove non c’erano cellulari e la comunicazione era solo cartacea. Con la Posta delle Piaget, abbiamo cercato di dare loro modo di vivere ancora uno spicchio di quell’universo fiabesco".

Quante sono le classi coinvolte?

"Tutte e 16, dalla prime alle quinte anzi, soprattutto le prime elementari comprese. Anzi, per loro sarà ancora più importante mettere alla prova le prime conoscenze di scrittura e vedere l’impatto che anche un pensiero semplice può avere sugli altri bambini".

Lei insegna scrittura creativa: che differenza c'è scrivere per la scuola e scrivere una lettera a un compagno/amico?

"Mi sono sempre concentrato sull’importanza della scrittura delle emozioni, che sono un linguaggio universale. Tirare fuori i sentimenti ed essere in grado di restituirne l’intensità e la forza al lettore è la più grande conquista alla quale uno scrittore di tutte le età può ambire. In una lettera, questa lezione è amplificata, perché non è un personaggio immaginario a parlare ma siamo noi stessi. Ma non per questo le emozioni devono avere filtri, anzi!"

Senza invadere la privacy dei piccoli, quali sono i messaggi e i contenuti più frequenti da quello che ha potuto vedere fino ad oggi?

"Soprattutto d’affetto. Ho sbirciato le prime lettere arrivate e ho letto diverse dichiarazioni d’affetto sincero a migliori amici, compagni di banco e soprattutto alle maestre. C’erano un paio di “comunicazioni di servizio” su eventuali pomeriggi di gioco, ma anche rimbrotti su nomignoli che non venivano molto apprezzati. Ho beccato una lettera d’amore, un intervento a cuore aperto. I bambini sono un fiume in piena e questo servizio può arginare la loro voglia di comunicare entro una pagina bianca e con una direzione ben precisa".

Gli insegnanti come hanno accolto questa iniziativa?

"Bene, ne sono entusiasti. Come anche e soprattutto i bambini e i genitori. È rincuorante sapere che viene riconosciuta un’operazione fatta con spontaneità e a fin di bene, senza alcun secondo fine, solo un puro e semplice atto d’amore verso i bambini. Questa è una bella cosa e chi fa cose belle, credo dovrebbe esserne orgoglioso, come lo siamo io e Chiara".

Letterine Piaget-2

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