Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Casalecchio di Reno

Ritorno a scuola in presenza, ma non per tutti. Polemiche al Salvemini: "Si trovi subito una soluzione"

Si torna in calsse. Ma non al 100%. Succede al Salvemini di Casalecchio di Reno. Il dirigente scolastico spiega che le responsabilità non sono dell'istituto. Gli attivisti della Rete scuole in presenza insorge e sollecita la città metropolitana a trovare immediata soluzione

"Leggo con dispiacere alcune affermazioni rilasciate alla agenzie di stampa  e dalla CGIL , inerente la gestione da parte del Salvemini della carenza di spazi definita ambiguamente "inaccettabile", come se vi fosse una responsabilità dell’Istituto. Si precisa che la scelta della DDI turnata per un giorno alla settimana su classi diverse è dovuta all'impossibilità di accogliere nell'Istituto un numero di studenti superiore a quanto previsto dal Certificato Prevenzione Incendi, confermato nella validità dal Comando dei Vigili del Fuoco, che prevede un affollamento massimo di 1280 studenti a fronte dei 1387 iscritti, a cui si deve aggiungere il personale scolastico in servizio."

Così mette i 'puntini sulle i' il l Dirigente scolastico del Salvemini Carlo Braga, attraverso una nota - dove oggi la scuola non è potuta iniziare in presenza per tutti gli alunni. Sarebbero infatti ben 24 le classi coinvolte dal disagio. 

"Invito chiunque lo desideri a venire domani a scuola di persona per verificare le condizioni di affollamento prima di esprimere giudizi sommari e superficiali - provoca Braga  aggiungendo che  - L’alternativa alla DDI per quattro classi, senza spazi aggiuntivi, sarebbero stati i doppi turni per tutti, con una utenza pendolare al 75% da 40 Comuni diversi, con 80 studenti disabili, o la più facile via di lasciare gli studenti a casa a turno, senza alcun impegno didattico."

Braga poi prosegue lo sfogo: "Si rimane stupiti se viene affermato che si può violare il CPI, e gli oggettivi limiti di sicurezza, unicamente per garantire l'accesso a tutti gli studenti, considerando prioritaria l'importanza della sicurezza in ambiente di lavoro e l'attenzione che il Salvemini, in particolare, ha posto su tale tema.
Si evidenzia che da circa dieci anni lo scrivente avanza il problema di carenza degli spazi in un Istituto notoriamente in forte crescita, come si vede dal grafico allegato, tanto da rifiutare ogni anno decine e decine nuove iscrizioni.
Si auspica, come comunicato alle famiglie, che tale problema di carenza spazi sia transitorio e nel contempo si augura il miglior anno scolastico possibile a tutti i nostri studenti e ai loro genitori. La scuola in tal senso farà come sempre la sua parte."

Scuola, il ministro Bianchi inaugura l'anno alle Carducci e promuove il sistema di controllo Green Pass 

I genitori: "Tante promesse ma nulla di fatto" 

Dopo le parole di Braga e la piccola cerimonia di inaugurale tenunta alle scuole Carducci dallo stesso ministro dell'istruzione Bianchi, i genitori aderenti alla RETE NAZIONALE SCUOLA IN PRESENZA attaccano. "E’ con sconcerto che leggiamo dell’esultanza proveniente dalla Regione Emilia Romagna che si dice pronta al via per la totalità degli studenti e dell’impegno (si badi non promessa) del Ministro Bianchi a tenere tutti  gli studenti italiani in presenta al 100%. Ci sono ben 107 alunni dell’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, la cui iscrizione al primo anno è stata accettata, che hanno acquistato libri e sostenuto costi, ma che assieme a tutti gli altri hanno ricevuto solo tre giorni prima dall’inizio della scuola, la comunicazione dell’impossibilità di accogliere tutti già dal primo suono della campanella per un’insufficienza di spazi a causa della normativa antincendio".

In una nota invaita da Stefania Montebelli, Coordinamento Regione Emilia Romagna, la rete incalza: "Il Dirigente ha avvisato con una circolare che per ben 24 classi di seconda, di quarta e di quinta, la soluzione alla mancanza di quattro moduli in bioedilizia sarà la didattica a distanza. Con 25,08 milioni di Euro ottenuti da Città metropolitana Bologna per investimenti in edilizia scolastica e 4,3 milioni per l’affitto di locali e spazi, la Regione assieme all’Ente Locale non è stata in grado di dare una soluzione logistica per un centinaio di studenti, preferendo il ripiego sulle camerette di casa dove i ragazzi sono stati lungamente confinati per gli ultimi due anni scolastici trascorsi. Di questi oltre quattro milioni di Euro , ben 600 mila  sono stati assegnati a Città metropolitana proprio per i moduli in bioedilizia necessari, ma non per errori di calcolo di capienza degli istituti come avvenuto al Salvemini, bensì  per ridurre le classi troppo numerose per il rischio epidemiologico, in attesa dei lavori di riqualificazione".

I comitati tutti della regione composti da famiglie e insegnanti, assieme a Scuole Aperte a Bologna! aderenti a Rete Nazionale Scuola in Presenza, sollecitano Daniele Ruscigno responsabile scuola di Città Metropolitana, a trovare "immediatamente gli spazi necessari, chiusi o all’aria aperta purchè coperti fino a consegna moduli avvenuta, utilizzando le risorse disponibili o le penali che immaginiamo siano dovute a causa dei ritardi dei fornitori (che ci auguriamo siano stati più di uno) nella produzione per ordini che, a detta sua, sono partiti a primavera scorsa."

  

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