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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Perizia sulle carte dopo il ricorso: scontro per la seggiovia in Appennino

Il centrodestra attacca: "Ambientalisti responsabili del'inerzia"

Nuovo round per il restyling della seggiovia del Corno alle Scale. Ci vorranno almeno sei mesi (finoagiugno 2022) per sapere se il progetto continuerà, dopo che il Tar, cui una serie di associazioni ambientaliste si sono rivolte per fermare l'opera, ha delegato a un ente indipendente uno studio per analizzare le carte dell'opera. 

In particolare, il ricorso riguarda la decisione della Regione, che considera la nuova seggiovia a quattro posti come una semplice sostituzione degli impianti esistenti (seggiovia Direttissima e sciovia Cupolino), di procedere con la costruzione del nuovo impianto al Corno, nel Comune di Lizzano in Belvedere, senza la valutazione di impatto ambientale.

Una scelta che ha spinto le realtà ambientaliste che si battono contro la seggiovia a procedere al ricorso, aprendo anche una campagna di fundraising per sostenere le spese legali. Il 12 maggio scorso il Tar ha respinto la domanda di sospensiva presentata dal comitato, ma a fine luglio il Consiglio di Stato ha capovolto di fatto la situazione in favore di "un altro Appennino è possibile", invitando lo stesso Tar a valutare nel merito le ragioni dei ricorrenti anche sulla base di un precedente analogo.

Sempre in seguito a quella pronuncia del Consiglio di Stato, il Tar emiliano-romagnolo stabilisce ora i termini della verificazione che verrà condotta sul caso: si tratta del parere tecnico e indipendente che dovrà stabilire se la Regione ha agito correttamente evitando la Via.

L'incarico sarà affidato, come si legge nella ordinanza del 21 dicembre, al direttore del dipartimento di Ingegneria dell'Università di Ferrara, "con facoltà di delega a professore della predetta Università in Ingegneria civile e ambientale". In particolare l'esperto dovrà stabilire se la nuova seggiovia porterà alla "occupazione di nuove aree" e se c'è "sviluppo in altitudine" col nuovo progetto.

Andrà capito, inoltre, "se le nuove porzioni di terreno interessate dal tracciato siano attualmente incontaminate o attengano a zona già fortemente antropizzata". Entro il 15 aprile, il verificatore dovrà predisporre una relazione e le diverse parti avranno poi dieci giorni di tempo per le proprie osservazioni. La battaglia legale, insomma, è ancora lunga.

Centrodestra al'attacco: "E' un disastro"

"Che disastro, è triste constatare che la montagna muore e gli ambientalisti preferiscono i lupi alle famiglie che la vivono e vi lavorano e si oppongono all'intervento nonostante si tratti esattamente di una sostituzione di due impianti già presenti senza alcun danno ambientale ne' taglio di nuove alberature", afferma il consigliere comunale di Bologna Giulio Venturi.

"Questa visione miope e sconsiderata di chi non considera che bisogna creare delle politiche per incentivare le persone a restare a vivere in montagna- secondo Venturi- rischia di dare il colpo di grazia ai nostri splendidi Appennini. È dunque fondamentale portare avanti opere non impattanti come quella in questione, ripensare ad un offerta in grado di attrarre gente tutto l'anno, promuovere una fiscalità di vantaggio ed investire sulla rete viaria prima che sia davvero troppo tardi", conclude il rappresentante della Lega.

"Ancora una volta lo sviluppo turistico della montagna, che significa principalmente garanzia di posti di lavoro in aree disagiate, viene ostacolato da quel fondamentalismo ambientalista da sempre nemico delle imprese e dell'economia dell'Appennino", afferma il consigliere regionale e coordinatore della Lega Michele Facci. Infatti "il ricorso presentato davanti al Tar contro gli atti della Regione, incredibilmente patrocinato pure da componenti della maggioranza che sostiene la giunta Bonaccini, sta allungando notevolmente i tempi di ammodernamento della seggiovia 'Direttissima', così da impedire alla stazione del Corno alle Scale di raggiungere in tempi rapidi quel restyling necessario al mantenimento dei livelli qualitativi prefissati e in via di definizione". 

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