Sentenza sui portici, il Comune: "Manutezione ai privati? Va avanti così dal 1200"

GLi uffici legali stanno visionando le carte, ma Palazzo D'Accursio non è ancora stato toccato direttamente dal procedimento

La cura condivisa tra pubblico e privato dei portici "è un esempio di civiltà che ha accompagnato la storia di Bologna". E' questa, in estrema sintesi, la posizione del Comune riguardo alla questione della responsabilità sulla sicurezza, oggetto recentemente di una sentenza di un giudice, che rischia di gettare un'ombra sui conti di Palazzo D'Accursio.

Il tema è sentito, soprattutto dai proprietari dei palazzi che si affacciano sulle strade del centro storico. Fin dal '200 un accordo tra proprietari e istituzione locale prevede che a pensare alla illuminazione e alla pulizia debba essere il municipio con soldi pubblici, mentre alla manutenzione debba provvedere il privato.

L'altro giorno però, il pronunciamento del Gip ha archiviato le accuse di lesioni stradali a carico di un amministratore di condominio, e nel dispositivo di sentenza (le motivazioni, ndr) è stato scritto che, in sostanza, la responsabilità di mantenere in buone condizioni quella porzione di suolo privato a uso pubblico debba essere il municipio stesso.

Il tema è stato ripreso oggi in Question time: a una domanda della consigliera Francesca Scarano (Lega) ha risposto l'assessora all'urbanistica Valentina Orioli, per mezzo di Claudio Mazzanti, assessore al traffico. Il quesito chiedeva quali sono gli "scenari che potrebbero aprirsi dal punto di vista della responsabilità civile/penale in capo all'amministrazione comunale" e se è in previsione "un capitolo di spesa provvisorio da utilizzare".

"Stiamo parlando del contenuto di un decreto di archiviazione relativo ad una causa che non coinvolge il Comune -scandisce Mazzanti- quindi in questa fase noi siamo spettatori. Ci risulta comunque che una simile interpretazione dello spazio dei portici storici non sia oggi applicata in nessuna città, e che il tema sia molto più complesso di quanto non emerga da questa decisione".

Inoltre, per la Giunta il tema, "posto in termini soltanto giuridici ed economici, svilisca il portato civico di una compartecipazione pubblico-privato che affonda le sue radici nella storia della Città, ed è uno dei suoi tratti più caratteristici".

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