Sentenza senza precedenti a Bologna: parenti risarciti come fossero fratelli

Era morta per le esalazioni di una caldaia malfunzionante: per la prima volta 30 mila euro di risarcimento ciascuno ai due parenti, cognato e nipote

Il Tribunale Civile di Bologna ha riconosciuto a due parenti affini di una donna morta per esalazioni della propria caldaia, un risarcimento danni equiparato a un rapporto 'tra fratelli'. Secondo l'avvocato Nadia Pironaci, che ha portato avanti la causa, si tratta "di una sentenza senza precedenti, che fa principio a livello nazionale" e che potrebbe essere allargata a "qualunque legame affettivo significativo", compreso quello tra coppie dello stesso sesso. I fatti - illustrati nella sede della Federconsumatori di Bologna - risalgono al 2007.

LA DONNA ERA MORTA PER LE ESALAZIONI DELLA CALDAIA. La donna, che viveva a Granarolo, era morta per le esalazioni di una caldaia difettosa montata pochi giorni prima. Dopo aver perso in sede penale, il cognato acquisito e il figlio, quindi nipote della defunta, avevano scelto la via civile, prefigurando un danno "da perdita di rapporto parentale". I due, infatti, vivevano con la donna, con un rapporto definito dal giudice Giovanni Salina "particolarmente intenso, continuo e duraturo nel tempo", culminato "nella nomina ad erede" del nipote e nella "prossimità del loro ambiente domestico e famigliare".

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IL RISARCIMENTO PER IL COGNATO E IL NIPOTE. Tanto da sussistere "una sostanziale equiparabilità a quello intercorrente tra fratelli", da risarcire in base alle tabelle del Tribunale di Milano. Il giudice ha fissato il risarcimento in 30.000 euro a testa, ridotto a 18.000 dato che all' installatore della caldaia è stato imputato il 60% della colpa. "Era importante ricostruire la natura del legame affettivo, è stata una scommessa senza precedenti", ha spiegato la Pironaci che ha lavorato oltre un anno alla causa.

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