Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Senzatetto, avvocati di strada nel mirino di FI e Lega: 'Aiutano furbetti e fanno concorrenza sleale'

Le opposizioni puntano il dito contro l'associazione che si occupa di difendere i senza fissa dimora. La replica: 'Servizi monitorati, nessuno può permettersi di pagare parcelle'

L'attività di Avvocato di strada, l'associazione nata nel 2001 per tutelare i diritti delle persone senza dimora? Non piace a tutti. A Bologna, dove il progetto fu fondato ed ha tuttora la propria sede nazionale, i servizi legali offerti gratuitamente dagli avvocati volontari finiscono infatti nel mirino di Fi e della Lega.

L'occasione è la presentazione in Comune, tramite una commissione, del bilancio sociale 2017 dell'associazione: a livello nazionale si parla di 982 volontari, una cinquantina di sedi su tutto il territorio, 3.769 persone assistite in un anno per un valore del lavoro legale corrispondente a 2,6 milioni di euro.

Però in Italia esiste il gratuito patrocinio a carico dello Stato e quindi "non è che i cittadini non abbienti non hanno la possibilità di avere una difesa", obietta il capogruppo di Fi, Marco Lisei, anch'egli avvocato, che non è pienamente convinto della legittimità del lavoro "pro bono" svolto dall'associazione: "Ci sono colleghi che tendono a non vedere di buon occhio l'attività svolta gratuitamente da una parte dei professionisti" del settore.

Parla poi di "enorme spottone" la leghista Mirka Cocconcelli, che critica Avvocato di strada a partire dal fatto che i casi trattati con maggior frequenza (918 a livello nazionale nel 2017) riguardano le multe ai senza dimora che viaggiano sui mezzi pubblici senza biglietto. "Sono tutte pratiche relative a disgraziati che non hanno i soldi per pagare? Io credo di no", afferma Cocconcelli, certa che spesso la causa non sia la povertà ma la volontà di "fare i furbi". Fornire assistenza gratuita a chi non baga il ticket "a me non va assolutamente bene perché si incentivano pratiche illegali", incalza la leghista.

 Inoltre, l'attività di Avvocato di strada "potrebbe essere concorrenza scorretta" nei confronti degli altri legali, aggiunge la consigliera comunale, che punge anche il fondatore Antonio Mumolo (per la cronaca consigliere regionale del Pd) perché all'interno dell'associazione "associa tante cariche", essendo "sia presidente che componente del Consiglio direttivo". Infine, Cocconcelli segnala i 44.622 euro spesi nel 2017 per la retribuzione del personale: vuol dire che nell'associazione "ci sono persone che di volontariato non ne fanno".

Ad una contestazione dopo l'altra replica Matteo Festi, che fa parte del Consiglio direttivo di Avvocato di strada. "L'attività pro bono è prevista dal codice dentolongico e quindi tutti gli avvocati possono prestare attività gratuita", sottolinea Festi, sottolineando poi che "per statuto assistiamo esclusivamente persone senza dimora, la maggior parte delle quali non ha una residenza e quindi non può neanche accedere al gratuito patrocinio".

E se persone con la residenza si presentano agli sportelli di Avvocato di strada, "le indirizziamo all'Ordine degli avvocati per chiedere l'assistenza di un legale che non sia uno degli iscritti alla nostra associazione", spiega il legale. Festi, poi, cita la lettera con cui il presidente dell'Ordine di Bologna, Giovanni Berti Arnoaldi Veli, ha commentato pochi giorni fa il bilancio sociale di Avvocato di strada: c'è un ringraziamento "di cuore" per un'attività svolta "generosamente" e "con enorme passione", che rappresenta un "motivo di orgoglio" per tutta l'avvocatura. Il rischio concorrenza? Le persone assistite "non hanno un euro, non avrebbero la possibilità di pagarsi un avvocato", replica inoltre Festi.

C'è poi il tema multe sui bus. A Bologna, riferisce Festi, esiste un accordo con Tper che porta al "congelamento" delle sanzioni se Avvocato di strada produce una relazione in cui si dimostra che la persona non ha mezzi di sostentamento e sta seguendo un percorso per tentare di lasciare la strada.

Insomma non si tratta di un servizio "per chiunque ma ha criteri e presupposti molto precisi", segnala Festi, spiegando che l'associazione sta lavorando per estendere questa prassi anche ad altre città. In questo come in altri casi l'obiettivo "non è favorire chi viola la legge ma assicurare tutela giudiziale a chiunque la richieda e se ci sono i presupposti", mette in chiaro Festi.

Per quanto riguarda il nodo volontariato, poi, Festi assicura che gli avvocati "non percepiscono mai indennità", neanche nel caso si ottengano risarcimenti economici: le spese per il personale sono riferite soprattutto a due segretarie part time, più altre collaborazioni legate a progetti. Avvocato sociale svolge un'attività "di grande valore sociale", dichiara Roberta Li Calzi (Pd), mentre l'assessore Davide Conte benedice il progetto definendolo "un elemento di valorizzazione del capitale sociale della nostra comunita'".

Del resto, chi vive in condizioni di marginalità "non ha bisogno solo di cibi e vestiti ma anche di diritti", afferma il presidente della commissione Bilancio, Giulio Venturi di Insieme Bologna. (Pam/ Dire)

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